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L’ho già detto che considero l’abbattimento delle barriere (quantomeno quelle virtuali) tra le nazioni un edificante passo avanti verso l’appagamento delle single? Sì? Be’, mi ripeto perché è il mio mantra.

Dopo il Turco e il Libanese (non quello della banda della Magliana, uno molto più bello: ma ne parlerò un'altra volta, perché il mio cuore ancora sanguina e sarei noiosamente patetica), ho mollato il mistico mondo di Allah e sono tornata dalla parte cristiana della barricata. Nella cattolicissima Spagna, per la precisione.

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Spinta dall’irrefrenabile desiderio di apprendere la lingua madre di Almodovar, mi ero da poco unita a un simpatico gruppo di Couchsurfers che organizzano aperitivi in lingua. Una sera si presenta un tizio alto e allampanato, con un irresistibile sguardo buono, tipo cocker per intenderci. Pare timido e quindi innocuo: mi piace. Al primo aperitivo chiacchieriamo mentre lui rolla le sue sigarette anche per me. Al secondo, il suo bacetto di commiato cade in quella terra di nessuno tra guancia e labbra. Al terzo il colpo va decisamente a segno e le nostre labbra si incontrano.

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Incoraggiata da questi, secondo me inequivocabili, segnali di interesse, all’aperitivo successivo, dopo tre sangrie, lo bacio. Ma, colpo di scena, lui si tira indietro: «No, no, non mi fare questo. Io ho una fidanzata in Spagna e già le cose sono difficili…» implora con sguardo cockeresco. Non mi fare questo? Ma dove sono finiti i machi ispanici di una volta? Fossi stata sobria, la faccenda si sarebbe chiusa lì, ma ormai l’alcol ha polverizzato i freni inibitori e dopo un po’ mi ritrovo abbarbicata a un tizio già incontrato mesi fa a una festa che, vai a capire perché, mi infila la lingua in bocca. Lo Spagnolo mi vede e quando il misterioso baciatore sparisce e io esco a fumare, toh, me lo trovo lì.

«Chi era quello, uno dei tuoi fidanzati?», chiede torvo.

«Francamente non lo so».

«E tu baci uno che non sai nemmeno chi è?

«Sono ubriaca, bacerei chiunque. Tu invece sei sobrissimo».

Mi guarda come con aria improvvisamente ispirata, quasi mistica:

«In questo momento dentro di me si combattono un Angelo e un Diavolo», dice. «Ma mi basterebbe un altro whiskey per iniziare a parlare della tua ropa interior».

Ora. L’inconfessabile (e odiosa) verità è che anche quando facciamo le disinvolte, c’è sempre qualche grammo di romanticismo rimasto appiccicato alla nostra psiche, pronto a farci lo sgambetto. Infatti io, complice la mia scarsa conoscenza dello spagnolo, quando lui dice “ropa interior” penso che si riferisca alla mia interiorità. A quanto sono profonda e dolce e chissà cos’altro. E siccome muoio dalla curiosità di sapere cosa ne pensa della mia anima, lo incoraggio con gli occhi che brillano: «Ropa interior?».

«Sì, come si dice in italiano, il reggiseno…»

Ah, già, roba interior: la biancheria intima.

Ok, torniamo sulla terra.

Riprendiamo in mano la situazione.

«Vieni dentro, te lo offro io il whiskey», affermo decisa. Di whiskey l’Ispanico se ne beve più di uno. A quel punto, mi mette la lingua in bocca.

E sono due.

Insiste per andare a casa mia. Ma evidentemente l’Angelo e il Diavolo di cui sopra continuano a farsi i dispetti perché lui un momento mi abbraccia, poi mi respinge, poi mi pianta addosso uno sguardo annebbiato. Infine si concede a un sesso senz’anima. Dopo, crolla addormentato.

L’indomani mattina apro gli occhi, mi giro verso di lui, gli do un bacio sulle labbra: non registro alcuna reazione, mi alzo e vado a fare la doccia.

Mentre sono in bagno, sento dei rumori. Penso: ecco, si sta alzando, ora gli preparo un caffè. Ma non mi affretto. Quando torno in camera, lui non c’è. Butto l’occhio in cucina, niente. In soggiorno, niente. Uhm. Possibile che…? Mi dirigo verso la porta: è aperta.

Se n’è scappato come un ladro! Davanti alla prospettiva di affrontare me e il fantasma del tradimento, ha scelto la ritirata. Manolete, il torero più coraggioso della storia, si starà rivoltando nella tomba. Secondo me pure Islero, il toro che lo uccise, si starà rivoltando nella tomba. Perché qua l’unico animale degno di essere chiamato in causa è il coniglio. Come si dice coniglio in spagnolo? Conejo? Ecco, appunto.

***

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