White 2015: la moda donna degli stilisti emergenti per non perdersi le novità

A Milano chiude il White, salone dell'Alta Moda da tenere a mente per tanti stilisti e brand emergenti. Scopri con noi le novità che hanno fatto capolino tra una collezione e l'altra

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Tra una sfilata e l'altra Milano in questi giorni ha visto accendersi i riflettori sul White, il salone di ricerca per la moda uomo e donna che sceglie tre parole chiave per presentarsi: innovazione, sperimentazione e contemporaneità. Rappresenta tutte le tendenze più cool del momento, i prodotti di nuova generazione, la ricerca street-urban così tanto in voga. Ecco una selezione per quanto riguarda i brand donna più cool.

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MAURIZIO PECORARO

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Il brand milanese fondato nel '98 è il guest designer di questa edizione del salone e qui lo stilista decide di presentare un'anticipazione della sua collezione womenswear per l'autunno/inverno 2015/2016. Maurizio, con alle spalle l'esperienza parigina alla Maison Therry Mugler, prima ancora di entrare a far parte del team creativo di Gianni Versace e di debuttare con l'omonima collezione, si contraddistingue per sartorialità ed eleganza espresse lontano dalle regole prestabilite. Sono delle geometrie nomadi quelle che vestiranno la donna nel prossimo inverno, una donna attratta dalla tradizioni ma proiettata verso il futuro, che non rinuncia mai al calore e al colore di un capo che si impreziosisce di frange e ricami. Vincono le lane in jacquard geometrico o in crepe stampato, il denim accoppiato, la maglieria a coste, le piume agugliate e la leggerezza di un'organza capace di scaldarsi con i capi in mongolia o in pelle di agnello. Russia, Cina, Giappone ed Emirati Arabi i mercati di riferimento che stanno rendendo iconiche le collezioni di un brand che parla perfettamente italiano.

FILIPPO FANINI

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Il designer perugino, messosi alle spalle la pluriennale esperienza alla Maison Ferragamo, lo troviamo con il suo brand nato nel 2011, nella nicchia avant-garde di Via Tortona 27, nucleo vitale della ricerca e dello stile del White. La sua collezione, declinata sia per l'uomo che per la donna, trae ispirazione dal dipinto di Jacopo da Pontorno, pittore italiano del XVI secolo. I tessuti sono soffici e caldi shierling, nappe e suede. Le linee dei capispalla seguono tagli geometrici, precisi, le silhouette aderenti nella donna, diventano casual per i capi maschili. Spiccano le cerniere metalliche in diversi colori e le finiture in oro nella donna. Nella scala cromatica si passa dal bianco al nero con un'attenzione particolare dedicata al blue e al verde boreale. Stati Uniti e Giappone sono i mercati di riferimento di un brand capace di imporsi nella pelletteria e di completare il look dell'uomo o della donna sia con accessori, spesso impreziositi con inserti in ottone, rigorosamente cuciti a mano, uno ad uno. E mentre il fashion store italiano Luisa Via Roma pare non possa fare a meno di lui, con Filippo Fanini l'appuntamento è fissato alla fiera di Parigi.

MISBHV

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Il brand capace di mettere d'accordo i gusti dell'irriverente Miley Cyrus, delle modelle Elena Perminova e Jourdan Dunn (unica modella di colore a sfilare per Prada negli ultimi dieci anni), dell'intramontabile Ryhanna e del rapper Asap Nast, solo per citare le ultime celebrities in ordine di apparizione, arriva a Milano con il favore dei pronostici e la collezione non delude le attese. Filtrano la moda attraverso la lente delle nuove sottoculture europee e sporcano i capi per renderli migliori. La designer Natalia Maczek arriva dai paesi dell'ex blocco sovietico, produce in Europa, sceglie tessuti rigorosamente italiani e portoghesi e ama correre dei rischi. Nella sua collezione è facilmente rintracciabile il romanticismo europeo mescolato al punk degli anni '90. Pennellate sfumate di grigio, il verde della luce del mattino, e gli amati estremi nero e bianco la fanno da padrone, assieme ad un rosso che ha il sapore della sfida.

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NATURE

Il brand danese, frutto dell'estro del designer Eik Braun Ottosen, indica nel nome la scelta di una filosofia che alla moda vuole unire il confort di una scarpa che si potrebbe definire ortopedica, ma si rischierebbe di tralasciare la ricerca, lo studio e il lato glamour di una scarpa che usa le più moderne tecnologie anche solo per lo studio delle suole, super leggere, flessibili, resistenti. Scarpe comode, sostenibili, esteticamente accattivanti, anche grazie ad una scelta di colori, per i quali è difficile passare inosservati. Il loro mercato di riferimento è la Germania, la Danimaca, l'Inghilterra, la Svezia e la Norvegia e prossimamente li vedremo ancora al Tranoï, la fiera internazionale di Parigi legata al fashion.

PETER NON

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Il marchio di calzature veneto, perfettamente a suo agio nelle cantine del White ormai da svariate collezioni, firmato dai designer Massimo Pasqualon e Silvia Lo Giudice, punta su una "non-scarpa", la stessa che indossi e inizi a camminare con la naturalezza con la quale metteresti il piede sinistro davanti al destro. Lavorata a mano, ai piedi delle Dolomiti, è una scarpa con un nome e un cognome preciso. Il nome Peter significa pietra, solida, durevole e multiforme, in una parola: eterna. Il cognome, Non, è legato al concetto di "non-scarpa" e trasmette le origini del brand. La collezione AW15 si ispira al tema del volo: esperienza unica, capace di racchiudere i desideri più profondi. Una selezione di materiali di alta gamma, sono lavorati con trattamenti manuali, dopo un'attenta ricerca di accostamenti. Troviamo le pelli cerate in concia e cerate a scarpa finita, spazzolate e grattate a mano con carta vetrata fine, e ancora la crosta inglese super opaca con dettagli in contrasto, il multistrato di cuoio da suole tagliate a fette e mixate con nabuk cerato. Quest'ultimo è declinato in tre colori e bruciato con fiamma ossidrica nella tomaia e nel fondo. Subito dopo il White voleranno a Parigi per prendere parte al Tranoï. Sono scarpe di nicchia che si sono dimostrate capaci di ricrearsi una solida fetta di mercato in Giappone, Cina e Stati Uniti.

KNOB

Il marchio indipendente italiano di borse, nato a Pesaro sette anni fa, combina diverse influenze, progettando borse capaci di vestire una donna e un uomo nell'arco intero della giornata. Parliamo di borse riconosciute tra le più innovative e non convenzionali che devono tutto all'estro dei due designer Roberto Baioni e Sara Pezzolesi. Due le collezioni presentate La Cartella e The Antibag.
La Cartella riflette una cultura di strada che combina una moda d'epoca a quell'alternativa da strada, motivo per cui riesce a seguire i gusti di diverse generazioni. Parliamo di un magico mondo pop declinato in un'ampia gamma di colori, modelli e texture. Una linea che sceglie di usare solo materiali ecologici, che ha trovato in Corea e Giappone il suo mercato di riferimento e che rintraccia nei modelli unisex un grosso punto di forza.

REEBOK

Il leader mondiale, nella produzione di scarpe per lo sport e il tempo libero, con sede nel Massachusetts, consolida la sua figura di brand globale dal carattere americano e a Milano non poteva certo mancare alla fiera di ricerca che oggi chiude i battenti. In fiera presenta la capsule collection realizzata con Sandro Paris per la primavera/estate 2015: InstaPump Fury di Reebok Classic. Gli occhi sono tutti puntati su un modello cult lanciato nel 1994, la InstaPump di Reebok Classic, un vero e proprio concentrato di tecnologia, che elimina la necessità dei lacci grazie ad una camera d'aria che in pochi secondi si gonfia una volta indossata la scarpa. Un modello che non invecchia, anzi si reinventa e veste sia l'uomo che la donna. Linee pulite, decise a formare un look distintivo, uno stile audace capace di dare un risultato fresco e moderno, facendo incontrare street style e femminilità.

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