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Il 18 febbraio il thriller psicologico Il Cigno Nero di Darren Aronofsky arriva nelle sale, con una inquietante Natalie Portman prima ballerina del mitico balletto. In questi giorni di sfilate e moda frementi nell'aria (il 23 febbraio inizia la Settimana di Milano Moda Donna), abbiamo intervistato Roberto Cavalli. Al grande stilista abbiamo chiesto il suo rapporto con la danza e non solo...
La moda e il cinema: due mondi che si incontrano spesso. Roberto Cavalli, ha già disegnato costumi per un film? È una cosa che le piacerebbe fare?
"Io adoro l'arte cinematografica. Non ho mai disegnato i costumi per un film ma a mio avviso sarebbe bellissimo poter vestire un personaggio specifico, immaginare i suoi movimenti, le sue idee, le sue ispirazioni, il suo vestito adatto per tutto questo. Sarebbe una bellissima esperienza per me".
Il Cigno Nero (Black Swan) è un film sul balletto: è una forma d'arte che le interessa particolarmente?
"Sono un uomo che ama l'arte e non si sazia mai di cultura, in tutte le sue forme. Guardare un balletto è davvero un'esperienza magica. La grazia dei ballerini e l'impatto del balletto provocano in te delle emozioni incredibili. Vado a vedere balletti ogni volta che ne ho l'occasione".
Direbbe che il suo lavoro è influenzato dal mondo della danza? E le piacerebbe disegnare i costumi per un balletto?
"Direi che il balletto è una delle forme d'arte più eleganti, se non la più elegante. Le ballerine di danza classica sono tra le donne più belle ed eleganti al mondo, il modo in cui si pongono è assolutamente favoloso. La donna Cavalli ha in comune questo senso dell'eleganza... e questo, non lo perdo mai di vista nel mio lavoro. Disegnare per un balletto sarebbe un vero piacere per me. Ho già disegnato i costumi per Clotilde Courau e le fantastiche danzatrici del Crazy Horse a Parigi e per le Spice Girls in uno dei loro tour mondiali. Ho provato così tanto piacere a creare i costumi intorno alle loro personalità e alle loro performance. Mi piacerebbe davvero interpretare l'essenza del balletto in un costume. Sarebbe una sfida fantastica".
Il cigno nero o il cigno bianco, a quale si ispira di più?
"Penso che tutti abbiamo un "cigno bianco" e un "cigno nero" dentro di noi, nel senso metaforico ovviamente. In momenti diversi possiamo sentirci ispirati dall'uno o dall'altro, oppure addirittura da entrambi allo stesso tempo. Penso che si veda chiaramente dalle mie collezioni come ci sono stagioni nelle quali esce piuttosto il mio lato più scuro, più cattivo, e altre stagioni nelle quali il mio lato più chiaro appare in maniera maggiore. Entrambi possono essere altrettanto accattivanti, illuminanti, dipende dalla donna che sto immaginando in quel momento e dal mio umore per la stagione".
Gli animali sono sempre stati un'ispirazione per lei, lo sono anche gli uccelli e i cigni?
"Gli animali sono da sempre e continuano ad essere tra le mie ispirazioni più forti. Basta guardare il mio "animalier"! Ho fatto diverse stampe ispirate agli uccelli di ogni tipo, sono una grande ispirazione nel mio lavoro. Sono degli animali affascinanti, i loro movimenti, le loro piume... come i pappagalli nella mia casa di Firenze. Non smetto mai di essere stupefatto dai colori vibranti delle loro piume, i rossi ed i blu sono incredibili".
E che ci può dire della sua nuova collezione? Cosa l'ha ispirata quest'anno?
"La forza e la sensualità delle donne sono da sempre le mie ispirazioni maggiori e non è cambiato neanche quest'anno. In ogni caso, la donna di questa primavera è più selvaggia, la sua bellezza è meno controllata ma anche più aggressiva. Mi sono ispirato alla natura, mischiando coccodrilli, pelle, chiffon e aggiugendo frange ovunque per creare un bellissimo movimento. Volevo far vedere un po' di pelle nuda ma lasciare anche che sia l'immaginazione a vagare".
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