Intervista a Karim Rashid: dal design alle passerelle

Karim Rashid in questi giorni ha presentato il packaging della nuova fragranza di Kenzo, ha lanciato la sua collezione metropolitana di smalti e sta per lanciare sul mercato la sua prima collezione uomo/donna. L'abbiamo incontrato durante il Salone del Mobile e ci ha parlato dei suoi progetti, presenti e futuri

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Karim Rashid è il più eccentrico e rosa di tutta da Design Fashion Week. L'industrial designer in proprio in questi giorni ha presentato il packaging della nuova fragranza Kenzo Jeu d'Amour e la sua collezione metropolitana di smalti LOVE KOLOR @ New York per Faby. Lo abbiamo incontrato nel Luxury shop Zegna, The Place a Biella, insieme ad un alcune delle sue opere più rappresentative. Lui, abituato a progettare case, oggetti, mai come oggi si scopre così vicino alla moda, al punto da mettere in piedi una collezione uomo/donna che sarà presto lanciata sul mercato con il suo nome, KARIM.

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Cos'è di moda oggi per te?
La moda è speciale perché ti permette di essere quello che vuoi, di vivere nella fantasia o nella realtà. Della moda amo l'innovazione, che sia da rintracciare nei materiali, nei tagli o anche nel modo in cui quel capo è indossato.

Hai lanciato da poco una linea di smalti. Unisex. Come nasce?
Faby mi ha contattato perché aveva visto diverse mie foto in cui avevo lo smalto. Volevano un uomo che comunicasse la loro filosofia e cioè che anche un uomo può indossare uno smalto. Ho preso il posto di una rockstar italiana, Morgan. Avevo voglia di far cadere delle false credenze, di azzerare la differenziazione dei sessi. Dodici anni fa dei tuoi colleghi mi dissero che avevo reso il rosa un colore mascolino: fu per me quello un giorno bellissimo. Avevo raggiunto il mio obiettivo. A livello empatico sono legato più alle donne di quanto non lo sia agli uomini. Amo la sensibilità e il modo di prendersi cura che è tipico di una donna, mentre odio l'uomo isola che vive della compagnia del suo ego.

Perché i cosmetici restano puro appannaggio femminile?
Gli uomini nella storia hanno sempre indossato makeup, calze, tacchi. E' incredibile come però la maggior parte degli esseri umani abbia bisogno di rientrare nei trend. Per fortuna l'era digitale sta dando la possibilità alle persone di esprimersi in tutta la loro individualità. Sono 20 anni che uso creme per il viso: ecco perché porto così bene i miei anni.

David Beckham per il battesimo di suo figlio scelse uno smalto rosa. Qual è il tuo colore preferito?
Il rosa fa sentire vive le persone, sconvolge gli uomini e mi piace per questo, perché controverso. Personalmente da 20 anni uso lo smalto bianco. Oggi va di moda "pittarsi" una sola unghia, come fosse un accessorio di moda.

Qual'è la beauty routine di un'icona di stile come te?
Al mattino faccio la barba con la spuma di kiehl's, la migliore. Non uso rasoio elettrico e il dopo barba è lo stesso da sempre, Clinique. Uso il contorno occhi Origins e una crema per il viso che toglie l'effetto lucido. Poi sistemo basette, sopracciglia, peli del naso e tutti i giorni faccio un body scrub nella doccia con un prodotto organico che compro in Italia. Tutte le settimane vado dal barbiere, all'angolo sotto casa, per spuntare i capelli e dall'estetista per manicure e pedicure. La cosa migliore comunque è la crema al retinolo da usare la sera prima di andare a dormire, ferma il tempo. A meno che tu non usi il botox ci sono cose che non puoi controllare, come le rughe, ma se le monitori puoi fermarle. Uso poi diversi prodotti di makeup, come il blush e ho uno stick Uemura che serve per ritoccare i capelli grigi.

Love Kolor è il nome della tua collezione di smalti, nome tratto dal brano musicale che hai inciso in veste da dj. Cosa cambia tra il Karim ai piatti e quello alla scrivania?
Vi siete scordati quello che da consigli di bellezza! Ho iniziato a mettere dischi per caso, per un dj che si ammalò. Era il 1977, era l'inizio della musica elettronica. Dietro la consolle mi sento un bambino, come dietro la scrivania, ma li sono decisamente meno chiuso in me stesso.

Moda che sfila. Chi porti nel tuo armadio?
Faccio shopping in due posti al mondo ed entrambi sono italiani, perché sono i migliori: yoox e asos. Apro il sito, scelgo taglia, colore, rigorosamente bianco, lime e rosa e guardo tutto quello che c'è. Non vado mai in un negozio, mia moglie sono 8 anni che non entra in un negozio. Non guardo i nomi delle marche ma ce ne sono tante italiane nel mio armadio. Mi piace Dsquared: li conosco dagli anni '80, da quando erano a Toronto e mi piace il coraggio di Yamamoto.

Anni fa hai firmato una limited edition di copri spalla per Peutpery. Come nasce una tua giacca?
È più facile la moda del design. Dietro una sedia c'è tecnologia ma se devi fare una giacca lavori in piano, tagli e crei un oggetto bidimensionale che è stato già tracciato prima di te. Una giacca esiste da sempre, poi arriva il designer e ne fa delle alterazioni.

Hai mai pensato di lanciare una tua collezione?
Si, ci penso da dieci anni. Tutti nel mondo dicevano che la mia giacca Peutpery fosse bellissima, come le scarpe che feci per Melissa: ho sempre avuto reazioni fenomenali e so che se creassi la mia linea sarebbe di successo. Sarebbe un punto di vista diverso, quello di un designer.

Quanti tatuaggi hai?
Trent'anni fa ho creato delle icone, la prima fu un modello di trapano per Black and Decker. Chiesi alla compagnia di mettere il mio nome nel modello e mi dissero di no, allora lo segnai con una croce. Poi marcai un asterisco su una cintura e ho iniziato a sviluppare un mio linguaggio che nasceva dalla frustrazione. Arrivai a 54 simboli e decisi di fermarmi. Era il 2001, ero ad Atene stavo lavorando al progetto di un albergo, il proprietario mi disse che le stanze erano 54 e li decisi che le porte non avrebbero avuto numeri ma simboli, i miei. I tatuaggi nascono da li e per il momento sono 17, uno per anno, uno per ogni compleanno, sempre fatti in città diverse, Cairo, Dubai, Milano, San Francisco, New York, Los Angeles. Adesso sto lavorando a Tel Aviv e il 18° sarà fatto li".

Il Karim manifesto e i consigli da dare alle nostre Cosmogirl. Ci dai due dritte?
Vi vorrei parlare di prodotti ma rischierei di essere censurato. Allora preferisco consigliarvi di buttare via le cose nostalgiche, del passato, le giacche che arrivano dagli anni '20 e '30, le scarpe che arrivano dagli anni '40. Vivete nel mondo contemporaneo, basta borse enormi. La ragazza Cosmogirl la immagino come una donna con un solo pezzo addosso, con una zip all'interno della quale mette le sue cose. E basta tacchi, rovinate le ossa dei vostri piedi e della vostra schiena. Abolite le collanone vintage, piene di perle. Direi tutte queste cose ad una cosmogirl che spero sia in grado di diventare, in un futuro prossimo, una gran bella CosmoNauta.

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