Sono rimasta solo io a non fare sesso anale?

Sembra che il fascino della vagina sia tramontato, in favore del suo "fratello minore". Il sesso anale è davvero così diffuso? Preparati a leggere tutta la verità sulla nuova rising star... della camera da letto!

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Prima di addentrarci nella questione, c'è una premessa da fare: qui a Cosmo siamo fermamente convinte che ciascuno possa (meglio: debba!) fare ciò che vuole a letto. Quindi concediti
pure i tuoi ménage-à-trois, le tue mascherine, i tuoi travestimenti, i tuoi feticci. Per noi va benissimo, anzi brava!

Ma quando abbiamo guardato le cifre relative alla crescita del sesso anale, ci siamo chieste: quando e soprattutto perché questo tipo di rapporto è diventato il più cool in camera da letto? Perché la vagina ha smesso di esercitare il suo millenario fascino per cedere il posto al suo oscuro "fratello minore"? Secondo una ricerca pubblicata da The Journal of Sexual Medicine nel 2010 in Usa il 40% delle ragazze tra i 20 e i 24 anni l'ha sperimentato (nel 1992 era solo il 16%), così come è raddoppiata la percentuale di donne tra i 20 e i 39 anni che l'ha provato nell'ultimo anno. Di più: il 20% delle donne che hanno una relazione stabile, sostiene di averlo sperimentato almeno una volta negli ultimi tre mesi. Insomma, una buona media. Prendi il porno poi: nei 50 film hard più popolari, un gruppo di ricercatori ha contato ben 356 scene di questo tipo di rapporto. Ma di anal si parla anche nei serial tv più fighi del momento: Girls, The Mindy Project, The Affairs... Insomma, inutile negarlo: c'è in atto una rivoluzione anale.

«In realtà dall'esperienza emerge che questo tipo di rapporto è sempre stato molto praticato nelle coppie. Anzi probabilmente è più diffuso tra gli eterosessuali che tra gli omosessuali. Forse oggi, rispetto a vent'anni fa, abbiamo meno vergogna ad ammettere "certe cose". Comunque è innegabile che il sesso anale oggi sia sdoganato, normalizzato. E il fatto che sia più rappresentato nei media e nel porno può spingere le persone che avevano dubbi a provarlo, a sperimentare nuovi aspetti della propria sessualità», puntualizza Emmanuele A. Jannini, docente di Endocrinologia e Sessuologia Medica all'università Tor Vergata di Roma.

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«Posso entrare lì dietro, amore?»

Una sera Elisa, 19 anni, primo anno di Università a Padova, se lo sentì dire dal suo ragazzo, con il quale stava da tre mesi.

«Io non l'avevo mai fatto, mentre lui aveva già provato "tutto"», racconta lei. «A me non era mai interessato, non mi andava di farlo, e non volevo parlarne. Ma lui da quella sera cominciò a chiedermelo spesso. Alla fine volli provare, fu un disastro: mi ubriacai perché le mie amiche mi avevano detto che così mi avrebbe fatto meno male, ma fu doloroso lo stesso. Lui però ci rimase così male e io mi sentivo così in difetto perché non riuscivo a farmelo piacere, che decisi di provarci altre volte. Niente. Forse io sono troppo "stretta", forse non mi so rilassare abbastanza. Comunque alla fine ci siamo lasciati, il sesso tra noi era diventato una roba brutta. E lui diceva che non poteva stare con me se io non lo facevo "da dietro"».

C'è poi la storia di Daniela, una ragazza che si è laureata da poco in Lettere.

«Mi è successo più volte, mentre magari ero a letto con qualcuno che non conoscevo bene: "per caso" lui si buttava proprio lì, facendo finta di non fare apposta. Le volte in cui è successo tutto, è stato davvero molto doloroso. Ma forse è colpa mia... Poi però si sentono storie orribili (e anche disgustose) di gente che fa accidentalmente la cacca. L'idea in generale mi smonta».

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Te ne rendi conto anche tu, vero, che c'è qualcosa che non va in queste storie? Elisa e Daniela provano dolore durante il sesso anale e... si sentono in colpa?

«Voler compiacere il proprio partner è un meccanismo normale in molte ragazze», dice la psicologa e sessuologa Francesca Romana Tiberi. «Cosa che spiegherebbe un aumento della pratica del sesso anale tra i più giovani. Le ragazze non conoscono ancora bene i meccanismi del proprio corpo, non hanno ancora imparato a pretendere il piacere. E per sentirsi grandi, migliori e più esperte delle altre (magari imitando anche quello che vedono nei film porno), concedono al partner la "prova d'amore" più trasgressiva. Per i maschi invece richiedere questa pratica ha una valenza duplice: da una parte si sentono al sicuro, perché con il sesso anale si aggira totalmente il "problema" dell'orgasmo femminile. È normale che una donna non raggiunga l'orgasmo in quel modo, e questo per loro è una preoccupazione in meno. E poi, cosa forse più importante: si vedono forti, dominanti, in una parola uomini».

Tarzan io, Jane tu

Secondo uno studio condotto nel 2014 tra degli adolescenti britannici, il sesso anale è legato all'idea della coercizione. «Persino in quelle che si direbbero relazioni basate sulla comunicazione e il rispetto, alcuni uomini spingevano per fare sesso in quel modo, anche se le loro partner erano riluttanti e avevano paura del dolore», dice una delle autrici dello studio. Insomma questo ci fa pensare che l'idea che a lei faccia male, che lei si debba mettere in quella certa posizione, che lei poi, dopo, a distanza di giorni, possa portare ancora i segni (dolorosi!) di questo rapporto, be' sembra che tutte queste cose agli uomini piacciano proprio. Perché? Semplice: per una volta tornano a essere loro i capi, i più forti, quelli che dominano la situazione. Ma siccome per fare sesso, quello fatto bene, bisogna comunque essere in due, se una donna accetta, un motivo (a parte quello che le piace, e ne parliamo dopo, non preoccuparti!) ci sarà.

«L'idea di essere dominate, di sentirsi più deboli rispetto all'uomo e alla sua mercé, anche solo per qualche minuto, è una fantasia che oggi prende molto piede tra le donne, basta guardare il successo di Cinquanta sfumature», riprende la psicologa e sessuologa Francesca Romana Tiberi.

Insomma il sesso anale diventa una specie di psicodramma che rappresenta il rapporto tra uomo e donna. È come se entrambi, maschi e femmine, accettassimo di inscenare una commedia delle parti. Solo che al posto di maschere e costumi d'epoca, ci sono (o dovrebbero esserci) lubrificanti e condom.

Niente gravidanze please

Ma c'è anche un altro grande problema che con il sesso anale può essere eliminato: la gravidanza. «L'Italia è il Paese in Europa dove si usa meno la pillola», ricorda la dottoressa Roberta Rossi, presidente della Federazione italiana di sessuologia scientifica. «In più c'è l'errata percezione che questo tipo di penetrazione sia più sicura di quella vaginale, tanto che spesso non viene utilizzato il condom».

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E siccome il tessuto del retto è più sottile, soprattutto in confronto al tessuto vaginale, se non si fa attenzione o non si usa un lubrificante, potrebbe verificarsi un trauma locale. Non a caso l'attivista e femminista Naomi Wolf ha condotto uno studio nelle università americane, dal quale risulta che le ragadi sono il problema di salute più diffuso tra le ragazze dei campus. Il problema è che questi taglietti aprono anche la strada a molte malattie sessualmente trasmissibili, come l'infezione da Hpv (che è connesso a forme tumorali dell'ano), l'Hiv, la gonorrea, l'herpes e l'epatite. Con il lubrificante è possibile prevenire le lesioni, ma il profilattico rimane comunque indispensabile. E quando si passa da dietro a davanti, il condom va cambiato, per evitare che i batteri presenti nell'ano penetrino all'interno della vagina. La buona notizia (proprio così!) è che l'incontinenza anale, cosa che per molte donne è un ostacolo, non è un problema. Lo dice la dottoressa Kimberly McBride, ricercatrice di Salute Pubblica alla University of Toledo: «Dalla letteratura scientifica non emerge che i rapporti anali causino incontinenza».

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Le entusiaste dell'anal

Barbara ha 35 anni ed è sposata con figli. E con il sesso anale ha un rapporto a dir poco felice. «Noi lo adoriamo. Io e mio marito lo facciamo abbastanza spesso». Barbara ama il fatto che piaccia molto a suo marito, ma anche perché lo trova molto gradevole lei stessa. Le piace farsi penetrare da dietro, e adora il clima di intimità e di gentilezza che si crea tra di loro quando il marito la persuade a farlo (a suo marito piace perché l'ano è più piccolo e più stretto della vagina, e insomma, è questa la ragione delle fantasticherie, no?). E come Barbara, ci sono tante donne grandi fan dell'anal. Certo, magari alla pratica perfetta ci si arriva dopo qualche mese (o anno?). Bisogna usare cautela, calma e soprattutto un buon lubrificante.

Scopri i lati positivi

«Il sedere è effettivamente una zona erogena», spiega Tristan Taormino una famosa sex educator americana e autrice di The Ultimate Guide to Anal Sex for Women. «Verso l'apertura è ricco di terminazioni nervose». Il retto risponde alla penetrazione e agli stimoli, è per questo che esistono i butt plug (dildo specifici per l'ano) e le persone li comprano. L'esperta ci spiega che la ragione per cui le donne provano dolore è perché l'apertura anale è un anello di muscoli: affinché tutto fili liscio, bisogna imparare a rilassarlo. Il che richiede preliminari, che includono lubrificante, massaggi e... qualche prova con il mignolo! Senza contare che magari ti devi anche ricordare che sei stata tu ad acconsentire! «L'ano è più delicato della vagina e sopporta meno gli urti», spiega Taormino. «Se non si fa nel modo giusto, si rischia di farsi male. Insomma, quel tessuto così sensibile è una croce e una delizia». Quindi, il sesso anale può essere molto fastidioso o davvero fantastico. Sicuro o rischioso. Fonte di piacere o di grandi dolori. Insomma, proprio come qualsiasi altra cosa. Anni fa, il sesso orale era considerato una pratica da deviati. Addirittura c'erano leggi che lo proibivano. L'anal non è poi così diverso, oggi.

«Ricevo varie lettere da donne che mi raccontano le loro fantasie, e quella di avere rapporti di questo tipo è molto ricorrente», riprende la sex expert Tristan Taormino. «Molte mi chiedono: "Sono normale?". Vorrei che non ci fosse più questo senso di vergogna. Vorrei che il sesso anale non fosse più stigmatizzato, che non ci fossero scale di priorità all'interno di una relazione normale. È un sistema che non mi piace, al quale aderiamo tutti, consciamente o inconsciamente. Mi piacerebbe che ci fosse invece un menu in cui tutto viene stampato usando gli stessi caratteri. E ognuno può ordinare scegliendo dalla lista ciò che più gli aggrada».

Ed è proprio questo il punto: ogni volta che facciamo sesso con trasporto emotivo, l'anale potrebbe essere un nuovo banco di prova, perché farlo bene è piuttosto complicato. Le donne con cui abbiamo parlato, che avevano relazioni felici e avevano deciso d'accordo con i propri partner di fare questo tipo di sesso, hanno raccontato un'esperienza importante. Quelle che invece si sono solo sentite chiedere: «Posso?», seguito da un colpo più o meno "casuale", hanno provato un dolore orribile.

Forse il sesso anale è più di quello che pensiamo. Forse è una possibilità di stare insieme in modo nuovo, di provare picchi di fiducia inaspettati. Oppure, più semplicemente, è un modo alternativo per provare piacere.

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