Cosmo loves Cities: 10 posti che amo a Torino

Vivo a Torino da quasi 4 anni e, tra le città in cui ho abitato, è quella che sento più mia. Ormai la conosco abbastanza bene, ma non finisce mai di stupirmi. Ecco i 10 posti che amo di più, che ti consiglio di visitare se sei in città per il Salone del Libro

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1. I portici

A Torino ci sono 18 km di portici, di cui 12,5 continui: significa che in un giorno di pioggia si può andare a fare shopping in via Roma attraversando Piazza San Carlo, continuando per via Po e poi giù verso Piazza Vittorio, senza mai tirare fuori l'ombrello. Lampioni e portici di Torino sono così caratteristici che vengono citati dai Subsonica (torinesi DOC) nel brano Istrice.

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A volte tra i portici basta guardare in su per vedere il punteruolo della Mole, simbolo della città, con la Successione di Fibonacci al neon che ne percorre l'esterno della cupola. Sarò una romanticona, ma appena spunta tra i palazzi mi lascia sempre a bocca aperta. Neanche la Tour Eiffel e l'Empire State Building mi hanno mai dato così tanta emozione.

2. Il lungo Po

In tutte le stagioni è un piacere passeggiare lungo la sponda del Po. Si parte dal Ponte della Gran Madre e si può scendere nella passeggiata dei Murazzi, oppure dalla parte opposta dove c'è un bel pratino in cui distendersi. Passeggiando un bel po' si può raggiungere il Borgo Medievale, attraversare il Ponte Isabella da cui c'è una splendida vista della Mole che sembra sorgere dall'acqua del fiume, tra le chiome degli alberi.

3. I parchi

A Torino c'è solo l'imbarazzo della scelta in quanto a spazi verdi. Tutti conoscono il Parco del Valentino, che per carità è bellissimo e va visto. Ma pochi conoscono la miriade di parchi minori di cui la città è zeppa: il parco di Villa Genero pieno di statue e stradine, Parco Leopardi dove si avvistano gli scoiattoli, Parco Europa dove sembra di essere in un bosco, il Parco della Pellerina così grande che ci si può quasi perdere.

Uno dei miei preferiti è il parco della Mandria, dentro la Venaria Reale, poco fuori Torino: è una tenuta gigantesca piena di cascine antiche. Al centro pochissimi sanno che c'è un laghetto, dove sorge un castello delle fiabe. Davvero incantevole!

4. Le pasticcerie

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Senza esagerare, a Torino c'è una pasticceria, o una cioccolateria artigianale o una gelateria, ogni due passi. Qui sono state inventate le bignole (mini bignè alla crema): i pasticceri fanno a gara a chi le fa più piccole, più sono microscopiche e più sono pregiate. Questa è la capitale mondiale del cioccolato e - dicono - del gelato. Attenzione alla glicemia!

5. La collina

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Torino è lunga e stretta, con le montagne da una parte e la collina dall'altra. Bastano 10 minuti in macchina per scollinare e trovarsi in aperta campagna, con una vista panoramica sulla città. Dalla collina ogni punto di osservazione offre uno spettacolo mozzafiato.

Il mio "trespolo" preferito in assoluto, da dove ammirare il paesaggio, è il Monte dei Cappuccini: d'inverno, quando in tutta la città si accendono le Luci d'Artista, il suo convento sembra circondato dai dischi volanti e diventa una macchia color indaco che svetta sulla collina.

6. Le case

Qui mi dilungherò perché ho una fissazione per le case storiche di Torino, anche se non ci capisco niente di architettura. Casa Fenoglio-Lafleur (Via Principi d'Acaja, 11) è una delle costruzioni liberty più belle della città. L'ha progettata lo stesso architetto della famosissima Villa Scott (Corso Lanza, 57) dove Dario Argento ha girato Profondo Rosso. A dire il vero basta alzare gli occhi per vedere ovunque fregi Art Deco, svolazzi floreali, vetrate coloratissime, ma anche orrendi diavoli che ghignano sopra i portoni, obelischi o facciate inquietanti come quella di Palazzo della Vittoria (Corso Francia, 23), che ha dei draghi di pietra, molto minacciosi a guardia dell'ingresso. È una delle tante case "maledette" della città, dove convivono il buio e la luce. Non a caso Torino viene considerata una città esoterica: secondo la leggenda sarebbe il vertice di congiunzione tra due triangoli magici, quello della magia bianca con Praga e Lione, e quello della magia nera assieme a Londra e San Francisco.

A me tutto questo bianco e nero non basta: la mia Torino è magica perché è verde. E la casa che rappresenta meglio la sua anima green si chiama 25 verde (via Chiabrera 25): un palazzo in bioedilizia costruito da poco, dal profilo tondeggiante, che ospita un centinaio di alberi ad alto fusto. Sembra una piccola foresta addomesticata.

8. Il Balon

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Si pronuncia balùn ed è un enorme mercatino delle pulci che si tiene ogni sabato nel quartiere Borgo Dora. È il più grande mercatino d'Europa e ci si trova ogni genere di cose: accessori, biciclette rubate, sedie rimesse a nuovo, pezzi di design, collanine, borse vintage, vasi da notte, mobiletti. Poco distante si raggiunge il mercato di Porta Palazzo, dove si trovano i banchetti di frutta e verdura local. Per i prodotti etnici (thai, jap, cinesi, africani e da qualsiasi angolo di mondo) bisogna allungarsi fino in Corso Regina, che fa angolo. In questa parte della città ci sono i bar "vecchia Torino" che sembrano usciti da un libro di Fruttero e Lucentini.

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9. San Salvario

È il quartiere della movida torinese, dove anche con un freddo polare è d'obbligo assieparsi fuori dai locali a bere un calice di Barbaresco e fare quattro chiacchiere con gli amici. Inizia dietro la Stazione di Porta Nuova, quindi è strategico per passare un weekend a Torino toccata e fuga: si trovano tanti b&b carini in case di ringhiera, dove tra i panni stesi dei cortili c'è chi improvvisa perfino dei concerti. Unico neo: è chiassosissimo. A me piace di giorno, quando aprono gli atelier e le crêperie, i bistrot dove ci si può spanciare di antipastini: sembra un angolo di Francia.

10. Piazza Carignano

Se proprio devo scegliere tra le millemila piazze di Torino la mia preferita è Piazza Carignano. Una piazzetta storica, centralissima, che ospita alcuni dei locali più belli e antichi della città. Torino contende a Milano il primato dell'aperitivo: i torinesi dicono che l'abbiano inventato qui. Non so, io sono veneta, a me piace lo Spritz. Ma a Torino, per non sbagliare, vengo qui a farmi un Martini in santa pace, evitando i turisti che escono dal Museo Egizio.

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