​10 motivi per cui Mestre è meglio di Venezia

Venezia è una delle città più fotografate del mondo, ma anche la vicina Mestre ha il suo maledetto perché. Parola di un mestrino DOC!

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1. Madonna della Salute VS Basilica di San Marco


Milioni di persone ogni anno fanno la fila per poter vedere i soffitti d'oro e i pavimenti di marmo di una delle più belle cattedrali del mondo. Ma non bisogna sottovalutare nemmeno la chiesa della madonna della salute a Mestre, comodamente affiancata all'ospizio, i cui interni meravigliosi ricordano un pub londinese dopo una rissa particolarmente agguerrita.



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2. Piazza Ferretto VS Piazza San Marco


D'accordo, piazza San Marco è stata ritratta da centinaia di film, ed è probabilmente una delle più belle e romantiche piazze del mondo. Ci hanno preso il caffè artisti, scrittori e attori internazionali. Eppure piazza Ferretto a Mestre conserva quel fascino di marmo, cemento e gelo che non manca di affascinare i palati degli avanguardisti più esigenti. Il cuore pulsante della metropoli.



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3. Osellino VS Canal Grande


Certo, sì, puoi farci un giro in gondola o in vaporetto. Ma è un po' banale. Invece a Mestre l'Osellino e le sue acque verde fango conservano un fascino quasi amazzonico. Non può mancare, nella giornata del vero viveur mestrino, l'aneddoto che narra di averci visto sguazzare dentro una pantegana grossa come uno stegosauro.



4. Teatro Toniolo VS La Fenice


Sono stati scritti libri sulla bellezza architettonica della Fenice, e i suoi interni sono di una bellezza disarmante. Sembra di entrare in un'altra epoca. Donne in abito da sera e uomini in smoking che scendono dalla gondola per assistere a una prima importante. Ma ha fatto il suo tempo. A Mestre è possibile vedere il teatro Toniolo, ben più rilassato e easy, puoi godere della magia del teatro senza doverti stirare la camicia. Il futuro è moderno, scattante, informale. E senza parcheggi.


5. Street art VS collezione Guggenheim

Sì, all'interno della Peggy Guggenheim Collection di Venezia ci sono opere d'arte senza tempo e un Magritte originale. Ma a chi interessa più? La vera arte oggi esce dai musei, non si lascia incatenare dalle cornici né imprigionare da quattro mura. Mestre è un museo a cielo aperto. Muri e saracinesche sono carichi di messaggi, graffiti, ideogrammi, nomi, inni all'organo genitale femminile, squadre di calcio, estremisti d'ogni schieramento. Perché l'arte è per chiunque e chiunque può fare arte. Basta comprare una bomboletta.



6. La torre dell'orologio


Anche Mestre ne ha una, edificata circa nel 1100. Mattoni a vista rossi e bastioni a V. Troppo antica, per lo spirito futurista e innovativo dei mestrini. Abbiamo subito provveduto a svecchiarla aggiungendovi una straordinaria scala dal design moderno, che ha il duplice vantaggio di chiudere la visibilità su via San Girolamo e di gridare al mondo il nostro assoluto disprezzo per qualsiasi forma di coerenza. C'è chi la chiama "la ghigliottina". Vuoi mettere, con quella roba a Venezia? Dai.



7. Centro culturale Candiani VS Palazzo Ducale


Oh, sai che novità. Palazzo ducale è bello. Viene ritratto e visitato da generazioni. Ma perché non fare un itinerario differente e uscire dai vecchi schemi? Il vero appassionato non mancherà di apprezzare il centro culturale Candiani, sublime cattedrale di cemento e marmo che stuzzica le fantasie post apocalittiche di tutti gli appassionati futuristi, gemma dell'edilizia-mestizia incastonata tra palazzoni anni '70 che hanno un sapore di periferia con una spruzzata di Blade Runner. Tinte neutre, beige, grigio, bianco perla. Attorno, dettagli colorati dei cartelli VENDESI AFFITTASI CEDESI. Tres chic!



8. Ponte della Campana VS Ponte di Rialto


Anche qui, non esiste persona al mondo che non lo conosca. Le botteghe, l'architettura straordinaria, la vista mozzafiato. Che noia, signora. In centro a Mestre è stato riaperto il fiume Marzenego e ripristinato lo storico ponte della Campana, rinnovato. Un blocco squadrato circondato da un'altra straordinaria e moderna colata di marmo e cemento. Camminarci sopra è un'esperienza di verace vita di provincia. Qui, la collezione Derelicte di Mugatu non è mai passata di moda. Come tutti i classici.



9. Negozi di via Piave VS mercato di Rialto


È stato inquadrato in così tanti film internazionali che ormai annoia solo nominarlo. Perché invece non dedicarsi ai piccoli negozi di via Piave, a Mestre? Si tratta di un melting pot di culture e popoli che vendono spezie e aromi da ogni parte del mondo, in quell'atmosfera spensierata e multietnica che ti fa sentire al centro del mondo. Qui piccoli imprenditori indipendenti offrono le loro mercanzie con la stessa grinta e lo stesso afflato dei fruttivendoli di Rialto, spesso infervorandosi e coinvolgendo i passanti in una deliziosa babele di lingue, accenti e storie umane.

10. Parco Querini VS giardini sul Canal Grande


Lo sappiamo, la Biennale è un'attrazione che richiama ogni anno appassionati d'arte. Lo spettacolo dei giardini che danno sul canal Grande ha una poesia unica. Però è un po' snob, diciamocelo. Il parco Querini di Mestre, per esempio, era nato per ospitare una biblioteca e permettere ai visitatori di leggere in pace tra laghi di cigni, farfalle e salici. Ma noi siamo più avanti. In un clima tra Robocop e Terminator, in parco Querini oggi è possibile vivere le atmosfere sbarazzine di Resident evil. Puoi essere inseguito da zombie, o giocare a guardie e ladri. Scegli la tua squadra e vinci!

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