Olimpiadi: 18 cose che ancora non sai su Rio 2016

Per esempio, gli atleti hanno più bodyguard di Beyoncé. E 60 mila appendini per riporre le tute negli armadi...

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1. Sono i primi giochi olimpici organizzati in Sudamerica. Mai prima di oggi l'immensa regione meridionale del continente americano aveva ospitato un'edizione delle Olimpiadi. La prima (e l'ultima) volta che si sono svolte a sud degli Stati Uniti è stato nel 1968, a Città del Messico, in Centroamerica.

2. Le mascotte sono carinissime e hanno il ritmo nel... peluche. Vinicius e Tom (che è il personaggio simbolo dei Giochi Paraolimpici) sono ispirati alla fauna e alla flora brasiliana. I loro nomi, invece, rappresentano un omaggio ai musicisti Vinicius de Moraes e Tom Jobim, ideatori della Bossa Nova e icone della Musica Popolare Brasiliana (MPB). A sceglierle è stato un sondaggio popolare che le ha votate con il 40% del gradimento totale.

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3. C'è anche il rugby. Se ti piace questo sport (e assistere alle mischie nel fango di maschi alfa nerboruti), ecco un'occasione in più per sintonizzarti sulle dirette dal Brasile. Il rugby, infatti, rientra nel calendario olimpico dopo 92 anni di assenza. Alle mischie preferisci la calma collinare del green? Sappi che anche il golf, assente da ben 112 anni, sarà presente a Rio.

4. Sono le Olimpiadi più grandiose della storia. Sono presenti 207 delegazioni di altrettanti paesi, un numero record, per un totale di 11,4 mila atleti che gareggeranno in 306 competizioni, 136 femminili, 161 maschili e 9 miste.

5. E anche le più costose. Si stima che il costo finale di Río 2016 sarà di 11 mila milioni di euro. I numeri sono impressionanti. Qualche altro esempio? Sono stati necessari 100 mila posti a sedere, 72 mila tavoli, 34 mila posti letto, 60 mila appendini, 25 mila palle da tennis e 315 cavalli.

6. Gli atleti hanno più body guard di Beyoncé. Anche l'apparato di sicurezza messo a punto è notevole: sono previsti  più di 7 poliziotti per ogni atleta. Naturalmente, poi, non veglieranno solo sugli sportivi in campo, ma anche sulle migliaia di persone accorse da tutto il mondo per assistere alle competizioni. A vegliere su tutti ci penseranno 85 mila addetti, tra guardie municipali, polizia militare, civile e federale ed esercito.

7. Puoi tifare per il team di Tuvalu. È un minuscolo arcipelago dell'Oceania ed è anche il team più piccolo presente alle Olimpiadi: conta su un solo atleta, Timuani Etimoni, che avrà anche ben poche chance di prendere una medaglia, visto che correrà nei 100 metri contro il campione mondiale Usain Bolt.

8.Ti lustri gli occhi con i nuotatori. Il Brasile è molto forte nel nuoto. E per fortuna! Campioni come Marcelo Chierighini (50 e 100 stile libero) e Hugo Parisi (tuffi), oltre che bravi, sono anche belli, il che rende il momento del podio un défilé indimenticabile. Le bellezze sudamericane, poi, sono sparse in modo abbondante in tutti gli sport, visto che il Brasile è il secondo paese per numero di atleti (479) dopo gli Stati Uniti (561). Anche l'Italia, però, mette in vasca una serie di belloni: Luca Dotto, Filippo, Magnini, Michele Santucci, Gregorio Paltrinieri...

9. L'Australia ha già vinto. Di sicuro la sua delegazione è la più sfortunata, ma anche la più spiritosa. Appena gli atleti aussie sono arrivati a Rio, nel palazzo del villaggio olimpico a loro assegnato è scattato l'allarme antincendio. Non solo: durante le operazioni di sgombero sono stati pure derubati. La disavventura ha generato una polemica a distanza con il sindaco di Rio, Edoardo Paes, dai toni decisamente comici. Da un lato gli australiani hanno preteso un pompiere a ogni piano del palazzo (17!), minacciando altrimenti di andarsene. Dall'altro Paes ha ribattuto che stava cercando un canguro per farli sentire più a casa. Alla fine, la riconciliazione con scambio di doni: il sindaco ha consegnato alla portavoce dell'Australia la chiave della città, ricevendo in cambio un... canguro di peluche!

10. Gareggiano anche gli Atleti Olimpici Rifugiati. Per la prima volta nella Storia, alle Olimpiadi partecipa anche una delegazione di sportivi fuggiti da diversi paesi in guerra. Creato dal Comitato Olimpico Internazionale (Coi) con l'appoggio dell'Onu in seguito alla crisi internazionale e all'aumento dei migranti, il team Atleti Olimpici Rifugiati è formato da sportivi di varia provenienza. Tra questi, la nuotatrice Yusra Mardini, una ragazza siriana di 18 anni. Solo un anno fa si trovava su un barcone nel mar Egeo, diretta verso la Grecia e la salvezza. Era l'unica a saper nuotare e quando il gommone è naufragato ha salvato diverse persone. Con lei in squadra ci saranno, tra gli altri, 4 congolesi e 5 sudanesi che vivono in un campo rifugiati in Kenia.

11. Verranno sperimentati dei nuovi occhiali dai superpoteri. Ingannano il corpo mandando dei segnali che scacciano il sonno, diminuiscono la stanchezza e regolano la temperatura corporea. Non male, no? Li adotteranno i nuotatori brasiliani per ridurre i disagi e salvaguardare le performance in gara. Per esigenze di diretta televisiva, infatti, le competizioni di nuoto si svolgeranno la sera tardi, a partire dalle 22 ora locale. Inoltre, sebbene in Brasile agosto sia d'inverno, a Rio può fare molto caldo: nelle vasche olimpioniche durante le ultime prove prima dell'inaugurazione dei Giochi si sono registrate temperature intorno ai 33°C. Certo che un paio di occhiali dai superpoteri farebbero comodo a tutti!

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12. Anche Gisele Bündchen è a Rio de Janeiro. La top brasiliana è venuta in città per sfilare all'inaugurazione dei Giochi al suono della canzone cult Garota de Ipanema. Ma anche per tifare Força Brasil, certo. Per l'occasione, si è portata tutta la famiglia: i paparazzi l'hanno immortalata mentre gioca con i figli e suona la chitarra su un balcone dell'Hotel Fasano, di fronte alla spiaggia di Ipanema. Semplice, i capelli raccolti, ma sempre cool.

13. Tra i volontari c'è Kamila, prima transessuale nello staff delle Olimpiadi. Kamila Barros, 26 anni, è leader del gruppo di volontari che prestano assistenza al Forte di Copacabana. Felice dell'incarico, lo è ancor più per aver avuto la possibilità di usare il proprio nome femminile, che esibisce nel tesserino di riconoscimento del Comitato Rio 2016. In un'intervista ha dichiarato che lavorare in un ambiente libero da pregiudizi sull'orientamento sessuale delle persone ha accresciuto la sua autostima. Forza Kamila!

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14. Si festeggia tutte le sere. E l'atmosfera di allegria generale (non per niente siamo a Rio, la capitale mondiale del carnevale "toda joia, toda beleza") non potrà non contagiare l'intero programma olimpico. Tanto più che tutti i paesi partecipanti sono chiamati a contribuire ai festeggiamenti, organizzando party ciascuno nella propria sede di rappresentanza in città. Le hospitality houses, 52, sono sparse per tutta Rio, dal centro a Barra di Tijuca. Casa Svizzera, per esempio, offre una pista di pattinaggio sul ghiaccio, Casa Portogallo è in un veliero ancorato davanti a Ilha das Cobras, un'isoletta della baia collegata alla terra ferma. 

15. Il surf sarà disciplina olimpionica solo nel 2020, ma a Rio lo amano già tutti. Casa Italia, che si trova vicino alle rocce dell'Arpoador, mette invece a disposizione del pubblico 12 tavole da stand-up paddle e 18 da surf. Dopo le Olimpiadi saranno donate alla scuola comunitaria di surf della Rocinha, la favela più estesa di Rio (e di tutta l'America Latina).

16. Le zanzare italiane non ci faranno più un baffo. Sul New Yorker, famoso periodico Usa, è apparsa un'illustrazione che ritrae gli atleti dei Giochi inseguiti da nugoli di zanzare Aedes, quelle che trasmettono il virus zika (ma anche il dengue e la chikungunya, a dire la verità). Il titolo allusivo dice: "Something in the Air" (qualcosa è nell'aria). Ma in Brasile nessuno si dimostra preoccupato. Ai cugini del nord i giornalisti brasiliani ricordano che sia l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sia gli specialisti affermano che il rischio di contrarre lo zika durante i Giochi è minimo. Uno studio recente  ha stimato che verranno contagiati 80 turisti al massimo. Val la pena ricordare che, a meno che non ci siano complicanze, lo zika non è un virus mortale, ma può costiuire un pericolo per il feto nelle donne in gravidanza.

17. Farsi contagiare dal jeitinho brasilero è salutare. Con questa espressione si riassume la filosofia di vita brasiliana, allegra e leggera, anche nelle difficoltà. Per ricrearla anche davanti alla tv ti potrà essere d'aiuto una cerveja (ai Giochi si berrà solo quella del marchio Skol), da sorseggiare gustando qualche leccornia locale che puoi acquistare anche nel negozietto sudamericano sotto casa, come il pão de queijo (trovi le confezioni di preparato in busta).

18. Le medaglie olimpiche sono meglio delle catene d'oro di Fedez. Altro che collier da rapper: una medaglia olimpica fa tutta un'altra figura, specie se esibita su muscoli forgiati dallo sport. Secondo le stime dei bookmakers inglesi, gli azzurri ne conquisteranno 25. E non è una buona previsione. Dopo le 35 (13 d'oro) vinte ad Atlanta, purtroppo, abbiamo preso un trend in discesa. Ma dove siamo più forti? Segnati sul calendario gli orari delle finali di scherma, tiro a volo, tiro a segno e pugilato. Saremmo stati vincenti anche in atletica, se Schwazer (doping) e Tamberi (infortunio), non ne fossero stati esclusi.

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Leggi anche: Cosmo Olimpiadi! Ho provato il ping pong a livello olimpionico

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