Com'è davvero fare il prete? 15 confessioni di un giovane parroco

Don Diego ha 39 anni e da 15 fa il prete. Gli abbiamo chiesto, tra le altre cose, quanto guadagna, dove compra i vestiti e la confessione più strana che gli è stata fatta...

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1. Dove compri i vestiti da prete? Ci sono dei negozi apposta, tipo supermarket per il clero. Ci compri di tutto, del genere che può interessare ad una sagrestia: ostie, vino della messa, paramenti e candele. E anche i vestiti da prete. La scelta è piuttosto limitata, soprattutto sui colori (grigio, grigio chiaro, blu, nero, marrone... Che allegria). Negli esercizi più grossi si entra proprio con il carrello o si ordina online. I vestiti per il tempo libero invece li prendo nei negozi normali.

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2. Con quali soldi? Ricevi uno stipendio? Devi pagare le tasse? Come funziona? Esiste uno schema che in base ad anzianità e incarico determina quanto spetta a ciascun sacerdote: se la sua comunità parrocchiale può permettersi di pagare quello stipendio da li arrivano la maggior parte dei soldi. Altrimenti integra l'Istituto Centrale. Lo stipendio di un parroco varia a 1.000 a 1.200 euro. Quello di un vescovo è sui 2.000 euro.

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3. Un prete deve dire la messa ogni giorno? Anche quando è malato o non ne ha voglia? Per il prete la messa è il momento di massimo incontro con Dio e quindi è il momento più importante della mia giornata. Non esiste alcun obbligo, ma non aver voglia di dire messa per un prete sarebbe una contraddizione in termini. Ciò non toglie che a volte si vada all'altare distratti o stanchi, o preoccupati o delusi. Io ci sono andato in alcune occasioni anche arrabbiato nero e celebrare mi ha calmato.

4. Voi preti vi confessate a vicenda? Un prete si confessa da un altro prete. E qualche volta accade, che poi ci si inverta di ruolo e il confessore diventa penitente. Non siamo gli unici: anche i parrucchieri vanno da altri parrucchieri e gli psicologi da altri psicologi. 

5. È vero che la confessione è segreta? E se qualcuno ti confessa un omicidio? La confessione è top secret e il segreto va mantenuto a costo della vita. Esiste una certa libertà di movimento per evitare che vengano compiuti reati gravi, tipo indirizzando le forze dell'Ordine verso il colpevole se si ha la certezza assoluta che non possa essere fermato in altre maniere. 

6. Non ti dispiace di non poterti sposare? A vedere certe coppie, sinceramente no! A dire il vero, per me nei primi anni è stata una questione problematica. Poi ho imparato che il ministero e la comunità parrocchiale sanno riempire il cuore e dopo non ti serve altro. 

7. I preti vanno in vacanza? Certo. Io ci sono appena tornato. Ho passato sette giorni fantastici a mangiare piadine in spiaggia. Bellissimo!

8. E possono avere animali domestici? Certo! Io ho un cane di nome Ostia. Ne ho avuto un'altra di nome Wodka. Ho avuto diversi tipi di uccelli e un pappagallo. Per un anno anche un cavallo, ma c'era qualche problema di gestione. E un criceto di nome Wikipedia!

9. Quanto preghi in un giorno? Circa sei volte al giorno: è il minimo sindacale che la Chiesa richiede ai suoi ministri e ai religiosi. Poi serve un momento di preghiera personale. In tutto pregare occupa un paio d'ore al giorno, distribuite durante lo scorrere della vita frenetica che facciamo noi preti. E per me sono pause davvero necessarie.

10. Quando bevi dal calice di vino durante la messa non rischi di ubriacarti? No, perché ne beviamo giusto un sorso. E anche perché di solito è un vino marsalato e ha un gusto terribile. La gradazione alcolica lo mantiene nell'ampollina più a lungo, senza farlo andare a male. Si può usare anche vino comune: di solito garantisce che si tratti di vino vero e non di pasticci chimici. A me piace usare il Dolcetto delle Langhe!


11. E se un prete è astemio? Se ne mette talmente poco nel calice che è davvero un problema inesistente. Più che altro, se il prete ha una patologia che gli impedisce di assumere alcol, può celebrare solo con l'ostia. Ma sono casi davvero rari.

12. L'oggetto più strano che hai trovato tra gli scaffali? Un distributore automatico di ostie: bisognava fare un'offerta, inginocchiarsi e ricevere la comunione. Ovviamente non è mai stato commercializzato: per la Chiesa la tecnologia è ammessa, ma non potrà mai sostituire l'incontro diretto tra le persone. Perciò scordati pure una confessione via Skype.

13. Tu sei un prete tecnologico, hai mai celebrato la messa con l'iPad? Ebbene sì, sono colpevole: ho celebrato con l'iPad nonostante alcune indicazioni dei "piani alti" lo sconsiglino, non tanto perché la Chiesa sia contraria, ma per evitare che diventi una causa di distrazione. In effetti i ragazzi erano più interessati al tablet che alla mia predica.


14. A proposito di prediche: tu quanto tempo ci metti a preparane una? Un bel po'! Ogni martedì mattina leggo le letture che si faranno in chiesa la domenica successiva. Poi le rileggo nei giorni successivi chiedendomi se nel frattempo è accaduto qualche fatto di attualità da commentare. Di solito comunque le mie prediche domenicali non sforano i cinque minuti.

15. Qual è il posto più strano dove hai celebrato una messa? Per la serie "facciamolo strano"! Durante i giorni da vice parroco, in cui mi occupavo dei giovani, ho detto messa su un treno ed è stata un'esperienza molto bella. In pullman, durante gite o pellegrinaggi. E su Boeing: è stato un successone perché molte persone durante il decollo pregano che l'aereo non cada, quindi i passeggeri erano già nel mood giusto. 

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