Ho basato la mia vita su Gossip Girl e non me ne vergogno affatto

Una ragazza ha vissuto per 4 anni a New York come le protagoniste di Gossip Girl. Qui ci racconta i suoi alti e bassi tra università, flirt e un guardaroba da urlo

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Ho sentito dire che alcune ragazze hanno inviato la richiesta di iscrizione alla New York University perché la frequentavano le protagoniste di Gossip Girl. Me lo ha detto un giorno una mia compagna di corso. E poi ha aggiunto: «È così patetico che l'abbiano fatto solo per emulare una serie tv!».

Io, con un gesto furtivo, mi sono tolta la fascia per capelli rossa con sopra un cristallo rosa. Era il 2010 e metà delle protagoniste di Gossip Girl stava terminando il primo anno alla New York University. Io andavo al liceo e ho fatto una scelta ragionata: mi sono innamorata di quell'università grazie al suo campus, alla possibilità di fare degli stage interessanti, al programma di studio all'estero. Non certo perché la mia serie tv preferita era ambientata lì. Nonostante tutto, il commento della mia compagna mi aveva fatto pensare. Possibile che, sotto sotto, mi sia lasciata condizionare dalla mia passione sfrenata per Gossip Girl?

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In effetti ero rimasta ipnotizzata da Gossip Girl fin dal primo episodio in TV quando avevo 15 anni. Non solo era la mia serie tv preferita, è stata anche il mio modello di vita. Mi sono fatta a un guardaroba da fare invidia alle stesse protagoniste: gonne a vita alta, camicette coi volant, un trench rosso preppy style e un mucchio di vezzosi cerchietti per capelli che mi strizzavano il cranio procurandomi trementi mal di testa, ma ne valeva la pena. Quando ho deciso di cambiare look e di farmi i boccoli, mi sembrava proprio di essere una di loro.

Quando ho deciso di cambiare look e di farmi i boccoli, mi sembrava proprio di essere una di loro.

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Quando parlavo di Gossip Girl nei corridoi della scuola, i compagni mi guardavano scettici facendomi notare che si trattava di pura fiction. Quali ragazze beveno Martini nella hall di un hotel di lusso dopo la scuola e frequentano galà di beneficenza nel fine settimana? Be', dal mio punto di vista, non ci voleva molto a scoprirlo.

Una delle mie amiche del campus estivo, che viveva a New York, mi ha invitata a stare da lei per il fine settimana. Sono andata alla scuola privata femminile che c'è davanti al Met e ho pranzato lì, proprio come in Gossip Girl. Ho preso un autobus dalla mia città in Massachusetts fino a New York e mi sono intrufolata tra lei e il suo ragazzo, un rampollo figlio di un imprenditore molto famoso. Lui stava stravaccato sul sedile posteriore del suo macchinone, guidato dal suo autista personale. Non aveva voglia di camminare, né di andare in metropolitana o prendere un normale taxi. Mentre attraversavamo Soho, da brava guida, mi indicava i punti di maggior interesse.

«Ecco dove ho fumato la prima volta», indicandomi un hotel di lusso. Con la sua pelle pallida e quei riccioli scuri era il sosia sputato di Chuck Bass. Intanto stavamo andando dai suoi amici, un gruppo di modelli, con l'obiettivo di farci uno spuntino con i cupcakes di Bloomingdale's.

Ok, il mondo di Gossip Girl esisteva davvero. E questo era il modo in cui vedevo la situazione: potevo essere la ragazza che faticava a prendere un buon voto nel compito di fisica, che frequentava locali sfigati con le sue amiche e che si sentiva sempre a disagio con se stessa. Oppure potevo essere una ragazza uscita direttamente da Gossip Girl, con il loro guardaroba e i weekend in giro per Manhattan.

Per altri due anni ho fatto una scappata a New York per assaporarne l'atmosfera e avere assaggi di vita vera da Gossip Girl in zona Upper East Side. Ho visitato il palazzo di Blair sulla Fifth Avenue, il Plaza Hotel, dove Serena alloggia per un'intera serie e Via Quadronno, uno dei ristoranti più blasonati di Gossip Girl. Non potevo permettermi il pranzo lì, così mi sono accontentata di un tiramisù da 7 dollari in un contenitore di alluminio da asporto. Alla fine me lo sono gustata su una panchina della Fifth Avenue indossando quelle belle scarpe stringate con il tacco che Blair aveva in un qualche episodio. Yummiiiii.

Non potevo permettermi il pranzo, quindi ho scelto il tiramisù per 7 dollari in un contenitore di alluminio per l'asporto. Slurp!

Nel 2011 mi sono trasferita a New York per cominciare il mio primo anno all'università da matricola. Una delle prime amiche che mi sono fatta, aveva anche lei frequentato una di quelle scuole private tutte al femminile da Gossip Girl. Alla prima occasione, non sono riuscita a non dirle quanto amavo quella serie tv.

«OMG! Ero davvero a disagio quando giravano le scene fuori dalla mia scuola». «Indossavano divise come le nostre ed era davvero imbarazzante».

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Non mi preoccupai neanche di dirle che avevo ordinato online una di quelle uniformi a righe e quadretti perché le adoravo. Ma dopo quell'uscita non mi azzardai ad indossarla con tanta disinvoltura. Comunque, ora che ero all'università, la mia ossessione non sembrava più così viva. La situazione generale aveva reso quella smaccata ostentazione di ricchezza un po' eccessiva. La serie tv ormai era in discesa. E, in più, tutti quelli che incontravo avevo uno stile completamente diverso. Gossip Girl è andato in onda fino al 2012, ma sono davvero pochi quelli con cui potrei parlare del finale.

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Sono rimasta fedele alla serie, perché secondo me aveva ancora qualcosa da dire. Una volta, un ragazzo che mi piaceva, mi ha invitata a cena a Gramercy Tavern, il ristorante preferito di Blair. Fino a oggi è stato l'appuntamento migliore di sempre. Un sacco di persone che non ci conoscevano bene ci hanno chiesto in diversi momenti se fossimo andati a quelle scuole private di New York come Spence e Dalton. E mentre Blair forse crollava sotto il lavoro pesante del giornale dell'università, io ho cominciato i miei stage a 17 anni a Elle e Cosmopolitan.com. Mi sento ancora al massimo quando mi vesto in preppy style come Blair. E una volta ogni tanto riesco a viziarmi con un pranzo intero in Via Quadronno.

Vorrei chiarire una cosa importante: anche se ho assistito a qualche strano spettacolo da party dei miei compagni, non mi è mai capitato di vedere qualcosa di simile a quello che succedeva su Gossip Girl. Non ho mai fatto sesso con il fidanzato della mia migliore amica. Non ho mai spettegolato delle mie amiche su un blog. Non ho mai fatto venire il mal di testa alla mia compagna del corso di danza perché ho cominciato un monologo fiume su un argomento banale.

Gossip Girl mi ha ispirata, ma c'è stato comunque un limite.

Lasciatemi chiarire: non ho mai fatto sesso con il ragazzo delle mia migliore amica e non ho cominciato monologhi fiumi su argomenti banali con la prima ragazza a tiro

Non posso neanche negare che i protagonisti fossero in alcuni momenti crudeli in modo malizioso, superficiali e banali. Ma erano anche amiche ferocemente leali, di quelle che trattano la propria cerchia di affini come se fossero la loro famiglia. Erano intelligenti, spiritose e vivaci. Avevano obiettivi ambiziosi e hanno lavorato sodo per raggiungerli. E, sì, hanno vissuto una vita scintillante nella città più straordinaria del mondo. Gossip Girl mi ha dato una strada da seguire quando avevo 15 anni, in quel momento in cui avevo incertezze su quella che ero e quello che avrei voluto fare. E Gossip Girl solo per questo avrà la mia stima profonda.

Tra poco tempo festeggerò 4 anni a New York e 8 dalla prima punta di Gossip Girl. L'affitto del mio appartamento continua ad aumentare e non mi potrò permettere di rimanere in città, o almeno in questa zona. Ho sentito dire che l'Upper East Side è diventato più abbordabile. Dopo anni a guardare l'esistenza da "diva" di Gossip Girl, ora la potrò vivere davvero. È tempo che ritorni alla mia vita scintillante, anche perché devo andare a vedere altri appartamenti.

Da: Cosmopolitan

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