Sei troppo sensibile? Falla diventare una qualità bellissima

Essere "ricettiva" è bella cosa, ma può anche rendere la vita dura a te e agli altri. Fai tesoro delle critiche e abbassa le frequenze così

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Cosa succede dentro di te quando un'amica dimentica il tuo compleanno oppure non risponde subito a un tuo messaggio? Ti dici che, con tutto quello che ha da fare, è normale che non si sia ricordata e prima o poi tornerà a farsi sentire? Oppure ci resti male e ti preoccupi subito di averla offesa in qualche modo? «So che è sciocco, ma non posso fare a meno di prendermela per cose così», dice Giorgia, 23 anni. «È facile ferirmi; i miei amici più stretti lo sanno e cercano di capirmi, ma a volte è esasperante anche per loro». La sensibilità è una bellissima qualità che ci rende empatiche, comprensive, compassionevoli e affettuose. Ma in dosi eccessive può farci diventare pesanti: per noi stesse e per gli altri. La psicologa statunitense Elaine Aron nel suo libro Highly Sensitive Person; How To Thrive When The World Overwhelms You ha coniato la definizione "Highly Sensitive Person" (Persona Altamente Sensibili).

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Leggi queste domande: se rispondi sì, potresti essere anche tu una HSP.

❱ Ti mette ansia dover fare molte cose in poco tempo?

❱ Alle feste o quando c'è confusione tendi a ritrarti in un angolino tranquillo?

❱ Organizzi la tua vita in modo di evitare situazioni destabilizzanti?

❱ Ci metti più della maggior parte delle persone a prendere decisioni?

❱ Noti profumi, suoni, opere d'arte?

❱ Da bambina, i tuoi genitori o gli insegnanti dicevano che eri molto sensibile?

Una caratteristica naturale Secondo Aron, questa particolarità è innata ed è stata riscontrata dai biologi in 100 specie, dai moscerini della frutta ai pesci, ai cavalli. Significa che sei più ricettiva di altri alle sfumature per via del modo in cui il tuo cervello elabora le informazioni. Inoltre rifletti anche più profondamente sulle cose: ma questo comporta che tu vada più facilmente in crisi.

Vantaggi & svantaggi

Le HSP tendono ad avere un'intelligenza emotiva più sviluppata della media, che le aiuta a immedesimarsi con gli altri, quindi sanno entrare in contatto e amare profondamente. Però hanno anche bisogno di proteggersi da persone e relazioni negative che possono creare in loro ansia e depressione (che vengono poi "auto-medicate" con cibo, alcol o droga); possono generare in loro reazioni troppo emotive o spingerle a nascondersi dietro a un muro di ostilità. Si tratta di comportamenti che possono costare amicizie, e perfino il posto di lavoro. «Questi sono modi malsani di difendersi dalle iper-sollecitazioni», dice la psicologa Sharon Spradbury.

Rivela Tania, 25 anni: «Essendo sensibile, odio dover chiedere cose come un aumento o una promozione, perché non voglio sembrare prepotente. Così mi dico: se dimostro quel che valgo, i riconoscimenti li otterrò comunque. La verità è che mi sono già vista passare due promozioni sotto il naso. Ufficialmente perché ho bisogno di fare esperienza: ma una collega mi ha confidato che il vero motivo è che in azienda sono ritenuta ipersensibile».

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Secondo Aron è frequente che le HSP si proteggano chiudendosi in se stesse oppure attaccando: usano tattiche come minimizzare o, al contrario, ingigantire, dare la colpa ad altri, proiettare sul prossimo le emozioni negative. Questo può farle apparire manipolatrici. Se non imparano a controllare le proprie emozioni, poi, le HSP possono dare l'impressione di essere instabili o immature. Spesso sono etichettate come timide, addirittura nevrotiche, perché esitano più di tanti altri a correre rischi, provare nuove cose o fare amicizia con persone nuove. Ma la dottoressa Aron smentisce: «La timidezza è una "reazione acquisita", mentre le HSP sono proprio nate così», dice.

5 dritte per gestire le emozioni

Se l'ipersensibilità è una tua caratteristica, è inutile che tu te la prenda. Puoi però imparare a controllarla in modo che non ti metta i bastoni tra le ruote. Ecco come.

1. INDAGA PER CAPIRE SE LA TUA SENSIBILITÀ È "SUPER". Visitando il sito di Elaine Aron potrai fare il test gratuito per capire se sei una HSP (hsperson.com). Il test contiene domande che ti daranno un'idea chiara di quali sono le caratteristiche delle Persone Altamente Sensibili. Tipo: ti dicono spesso che prendi le cose sul personale e sei troppo suscettibile? Preferisci le attività solitarie a quelle in gruppo? Piangi più spesso della media delle persone? Cerchi di tenerti lontana dalle critiche, mostrandoti compiacente o rifiutandoti di fare qualcosa per paura di fallire? «Le emozioni non sono né giuste né sbagliate», assicura la psicologa Karin Steyn. «È come le gestiamo a fare la differenza».

2 FANNE UN PUNTO DI FORZA. La capacità di fare riflessioni profonde può rendere le HSP delle risorse preziose sul lavoro: sicuramente sarai utilissima quando c'è da analizzare pro e contro, ma sarà meglio che lasci ad altri le decisioni finali (che ti mettono ansia). Questo non significa che tu debba accontentarti di stare nelle retrovie: secondo lo psicologo Ted Zeff, autore di The Strong, Sensitive Boy, o spiccato intuito di cui le HSP sono dotate può renderle degli ottimi leader. «Tra gli animali selvatici, gli individui con le caratteristiche delle HSP sono quelli che captano per primi le energie attorno a loro», afferma. «Possono accorgersi dei pericoli e portare in salvo il branco, diventandone il capo».

3. INDIVIDUA I FATTORI SCATENANTI. Chi o cosa urta la tua sensibilità? Sii selettiva nella scelta degli ambienti e delle persone che frequenti. «Annotare che cosa innesca una reazione eccessiva può esserti d'aiuto per individuare le situazioni in cui la tua emotività è eccessivamente sollecitata», sostiene Spradbury. «Così conoscerai meglio te stessa e questo ti darà forza.» Steyn raccomanda però di non evitare a tutti i costi le situazioni a rischio: «Cerca piuttosto di imparare le tecniche necessarie per gestirle al meglio».

4 PER IMPARARE A GESTIRE LE CRITICHE... SOLLECITALE! «Chiedi a persone con le quali ti senti al sicuro e delle quali sai di poterti fidare».

5. SE DIVENTA UN PROBLEMA NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI, RIVOLGITI A UNO PSICOLOGO. «Una terapia di tipo cognitivo comportamentale, per esempio, può aiutarti a vedere le cose in un modo più equilibrato», assicura Steyn.

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