Quando i social network tirano fuori il peggio di te

Che cosa fai quando i social network tirano fuori il peggio di te? Gelosia, invidia, ipercontrollo: ecco come tenere a bada le piccole ossessioni su Fb & Co. e vivere serena

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Se immagini la tua vita senza facebook, twitter o instagram, ti sembra molto più noiosa e, probabilmente, la pensa come te una parte dei 28 milioni di account attivi in Italia. Ma se da un lato i social network sono un divertimento, dall'altro possono tirare fuori il peggio di noi, come sostiene una ricerca condotta dalla School of Journalism dell'Università del Missouri, secondo la quale curiosare nei profili degli altri genera emozioni negative. Certo, come afferma la studiosa Margaret Duffy, tutto dipende dallo scopo e dal modo con il quale utilizziamo Fb & Co. Sono un passatempo se li usiamo in modo sano per essere in contatto con gli amici o per promuovere le nostre attività e i nostri interessi. Se invece rimuginiamo sul benessere o sugli status sentimentali altrui rischiamo di rovinarci l'umore…

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Quella virtuale è una visione limitata

«La realtà che si costruisce sui social è fatta di piccoli frammenti, foto e status che però non corrispondono alla complessità dell'esistenza: ed è su questi dettagli che tendi a idealizzare la vita tua o degli altri», spiega Alessandro Montenero, psicoterapeuta. Si tratta quindi di una visione limitata che porta a provare frustrazione di fronte a foto di vacanze e tempo libero. «L'errore che si fa è di non circoscrivere l'invidia a un dato momento, ma di generalizzarla dimenticando che la realtà parziale dei social è costruita apposta per farci credere alcune cose, nascondendo quelle che non vogliamo mostrare», aggiunge la psicoterapeuta Caterina Solimando. Il tuo problema non è che osservi continuamente gli altri, ma che ti "autopromuovi" troppo? «Sui social avviene una regressione narcisistica. Ricevendo molte informazioni spesso finisci per richiuderti in te stessa cercando un'immagine e uno stato che ti rappresentino al meglio», dice Montenero. «Ovviamente non c'è nulla di male a farsi una foto. 

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Il selfie è un rituale rassicurante, un modo veloce per ricevere gratificazioni attraverso il consenso dei followers. C'è però il rischio di un'iperproduzione di conferme. Se ti accorgi che posti tante foto perché vuoi dare un'immagine di te distante dalla realtà, non devi per forza smettere di farlo: prova però a realizzarne anche qualcuna più vicina a ciò che sei davvero». Invece di essere sempre supertruccata, prova uno scatto con un sorriso naturale e non in posa. «È quando impari a non ricevere sempre conferme da parte degli altri che la tua personalità si rinforza», chiarisce Montenero. Perché così costruisci la tua identità accettando anche qualche difetto e innamorandoti di quella che sei. «I social network hanno cambiato la percezione che abbiamo di noi stessi esaltando alcune nostre caratteristiche e facendone emergere di nuove», continua lo psicoterapeuta. Una persona timida tenderà a esserlo anche su facebook, quindi. «Però potrebbe anche usare i social per acquisire il coraggio di esprimere le proprie opinioni: a patto che impari a farlo anche nella vita reale», dice Montenero.

Quello che conta non è online

«Facebook ha introdotto la possibilità di scandire i tempi dell'interazione con le persone. Scrivi un messaggio, lo lasci in sospeso e aspetti un feedback: il che genera ansia, perché vorresti avere subito una risposta», specifica Montenero. Questo meccanismo ti porta a controllare in continuazione gli aggiornamenti. «Siccome puoi accedere da qualsiasi dispositivo, eserciti un senso del controllo che ti sembra innocuo: ma il rischio è la dipendenza», aggiunge lo psicoterapeuta. La soluzione? «Non trascurare le amicizie fuori dai social. La vita reale è un'esperienza completa, dove hai un riscontro immediato; quella virtuale è soggetta a un'attività di interpretazione soggettiva», afferma Montenero. «Non avere paura di "perderti qualcosa" sui social: non è qui che trovi le informazioni realmente importanti sulle persone che ti interessano», rassicura Solimando. «Siccome usiamo i social in modo ripetitivo, tendiamo a pensare che anche nella vita i nostri amici virtuali si comportino come in Rete, ma non è esattamente così».

Tieni a bada l'aggressività

Un altro fenomeno che impazza sui social è quello di polemizzare su tutto: perché? «L'aggressività è amplificata perché scrivere senza filtri gratifica, scarica adrenalina. Allo stesso tempo però scatta un meccanismo di disprezzo dell'altro perché si agisce non per costruire un rapporto ma per demolire», spiega Montenero. «Risultato: se polemizzi spesso ti ritroverai da sola, come accadrebbe nella vita reale se fossi molto litigiosa. Trova una valvola di sfogo come lo sport per scaricare l'aggressività», suggerisce l'esperto. «Poi, quando commenti, prova a metterti nei panni dell'altro, esprimendo il tuo parere in forma di ipotesi invece di dare giudizi definitivi». Morale: vivi la vita reale e limitati a osservare i social per quelli che sono, cioè una vetrina costruita sulla base di come si vuole apparire. Così eviterai di cadere vittima di emozioni negative, e questo vale anche per la gelosia. «Se nella vita reale vivi momenti di coppia gratificanti, non hai bisogno di temere che sui social il tuo compagno sia diverso. Chi controlla lo fa per paura di essere ferito. Accetta, invece di dare fiducia», esorta Montenero. «Sui social tutto è veloce e immediato: puoi dare o togliere l'amicizia a qualcuno attraverso un clic. Ma i sentimenti, nella vita reale, si costruiscono solo con il tempo», conclude Solimando.

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