Trova un lavoro in 5 minuti: tutti i segreti della speed interview

Ecco come funziona il colloquio velocissimo, che ti aiuta a trovare lavoro in 5 minuti. E i consigli per essere vincente

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Hai solo 5 minuti per trovare un lavoro, ovvero per far scoccare la scintilla tra te e il recruiter. È la formula delle speed interview, i colloqui ispirati agli incontri di dating. In questo caso, però, la posta in gioco non è l'anima gemella, ma... il posto che desideri! «In pochi secondi i due potenziali "partner", azienda e candidato, si scambiano informazioni per capire se si è fatti l'una/o per l'altra/o, per poi procedere a una prima selezione. Lo scopo dei selezionatori, infatti, è scorgere affinità da approfondire in un secondo momento», spiega Eduardo Camerlengo, responsabile HR di Protiviti Italia, società di consulenze direzionali. Nato negli Usa dove è un format consolidato, lo speed dating for job si sta diffondendo anche in Italia. Lo usa per esempio Mtv, che in occasione degli EMA 2015 a Milano ha organizzato selezioni veloci per individuare collaboratori per l'evento e incontri fast tra aspiranti artisti e discografici.

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Una selezione velocissima

Quando le candidature sono tante, la possibilità di concentrare un gran numero di partecipanti in un ristretto lasso di tempo serve a scremare e scoprire più rapidamente nuovi talenti. Ma è davvero efficace? «Ha successo perché si basa sulla convinzione, provata da diverse ricerche, che la prima impressione è quella che conta», risponde Camerlengo. Lo conferma uno studio della New York University: il recruiter si forma un'opinione sul candidato nei primi 10 secondi di conversazione. Interviste fast sono sempre più spesso organizzate anche dalle università per facilitare l'ingresso dei propri studenti nel mondo del lavoro. In questo modo, infatti, se sei laureanda o neolaureata, puoi farti conoscere da più aziende e, se ti va bene, ottenere un secondo incontro più approfondito. Inoltre, i mini colloqui ti servono in ogni caso per allenarti a essere più convincente in futuro. Ma come funzionano in pratica? E in che modo è possibile far emergere le proprie qualità in così poco tempo? Per scoprirlo, siamo andate alle Speed Interviews promosse di recente dall'Università Luiss Guido Carli di Roma con la collaborazione del proprio Career Service e dell'associazione studentesca Libera per l'Innovazione. Ecco che cosa abbiamo scoperto, i consigli degli esperti e le dritte per fare subito colpo, provate da chi le ha messe in pratica.

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Le regole del gioco

L'appuntamento è in una grande aula dell'ateneo, già gremita di ragazze e ragazzi, pronti a dimostrare quanto valgono. C'è chi si sta per laureare e chi è già alla ricerca di un primo impiego; altri sono solo ai primi anni di studio, ma non vogliono farsi scappare l'occasione. Oggi parteciperanno, con due recruiter per ciascuna, due società importanti: un colosso del settore assicurativo e una multinazionale proprietaria di diversi marchi, dall'alimentazione alla pulizia per la casa. Il format prevede regole precise: ogni candidato avrà a disposizione 5 minuti per presentarsi all'azienda, che in 3 minuti gli fornirà un feedback. La tecnica usata è quella dell'elevator pitch, letteralmente "discorso breve da ascensore", che mette alla prova la capacità di impressionare l'interlocutore in modo positivo in un breve lasso di tempo, quello che ci mette un ascensore tra un piano e l'altro. A scandire il countdown è una clessidra: terminati i minuti, se sei riuscita a suscitare interesse l'azienda potrà richiedere il tuo cv.

La parola ai candidati

Hai 300 secondi per spiegare chi sei. Consapevoli di ciò, i candidati si siedono uno dopo l'altro davanti ai recruiter e iniziano subito a parlare. La prima parola, infatti, spetta a loro. Tutti partono dal proprio iter formativo: c'è chi si sofferma sul tirocinio all'estero e chi evidenzia i corsi di specializzazione. Alcuni hanno il cv in inglese, un ottimo biglietto da visita per le multinazionali con sedi anche all'estero. Essendo al massimo neolaureati, la maggior parte ha poche esperienze: in questi casi i recruiter consigliano di valorizzare le attività svolte entrando più nel dettaglio. Tutti cercano di evidenziare i punti di forza, descrivendosi con aggettivi positivi. Però non basta raccontare il curriculum. L'interesse degli esaminatori si accende ogni volta che qualcuno parla anche di se stesso, delle proprie passioni e attitudini. Per questo i selezionatori danno massimo spazio ai ragazzi, limitandosi ad aggiustare il tiro del discorso e a pungolarli a tirare fuori le loro doti. «Per le domande non si segue un copione prestabilito: tutto dipende dall'approccio dell'azienda. In generale, una volta assodato che il candidato ha i requisiti indispensabili, come il titolo di studio, si valutano le capacità analitiche, la cultura generale e la gestione dell'imprevisto, servendosi anche di domande spiazzanti».

Occhio alla tensione

Il fattore emotivo è il nemico numero uno. 5 minuti possono anche bastare per raccontarsi senza affanno, ma alcuni più di altri soffrono per il countdown. Si fanno prendere dall'ansia, e questo gioca a loro sfavore. «Non è facile gestire l'emotività in una situazione come questa, doppiamente stressante sia per la velocità di risposta, sia per le domande inusuali che vengono fatte per testare la prontezza del candidato», spiega Filippo Zizzadoro, psicologo del lavoro, formatore e mental coach. «Il segreto per restare calmi è mettere a fuoco in precedenza due o tre punti di forza e ribadirli, adeguandoli ogni volta alle domande. Così hai la sensazione di tenere la situazione sotto controllo, perché stai solo ripetendo dei concetti che ti sei preparata prima, ma allo stesso tempo risulti rilassata e naturale». La spontaneità, infatti, è gradita, purché non si ecceda in istintività. «Le risposte di pancia funzionano solo per chi ha il talento dell'improvvisazione, altrimenti meglio concentrarsi su pochi concetti ma chiari, in puro stile fast thinking. Se ti senti poco spigliata con le parole, puoi provare con un corso di improvvisazione teatrale», conclude l'esperto.

Fai colpo in un flash

Farti notare in mezzo a tanti altri non è facile, se il tempo ti rema contro. Ecco 4 consigli di Eduardo Camerlengo per convincere il recruiter che la persona che sta cercando sei proprio tu.

  1. Presentati al meglio. Innanzitutto, preparati un saluto di presentazione e un commiato (altrettanto importante) che ti rappresentino efficacemente.
  2. Dì la cosa giusta. Dimostragli di conoscere la sua azienda e il business di riferimento: informati prima, questo punto può fare la differenza.
  3. Attenta alla comunicazione non verbale. Molti studi dicono che le parole che usiamo pesano in minima parte rispetto al linguaggio del corpo (per esempio, mai incrociare le braccia, segnala chiusura), al volume della voce (né troppo alto né basso) e al contatto visivo, che non va mai perso.
  4. Non fingere né mentire. Ricordati che un professionista se ne accorge sempre.

L'utilità del feedback

Imparare dai propri errori è essenziale anche in un colloquio. L'immediato feedback da parte degli esaminatori, dunque, è uno strumento prezioso. Tanto più che di rado un candidato ha l'esperienza o la necessaria imparzialità per autovalutarsi. «Di solito, non sai mai com'è andata e al massimo ti arriva una mail standard che ti dice solo che non sei stata presa», dice Giulia Sirigu Pérez, 24 anni, di Roma, laurea magistrale alla Luiss in Economia e Management. «Oggi, invece, ho avuto un riscontro istantaneo, che mi ha fatto capire, per esempio, che il punto di forza su cui mi conviene puntare è la chiarezza. E che se resti tranquilla risulti convincente. L'ansia, infatti, ti può spingere a dire cose che non pensi». Alla fine, dunque, il bilancio pare positivo. Certo, solo una minoranza di partecipanti si è portata a casa il sospirato secondo colloquio, possibile anticamera di un posto di lavoro. Ma al di là dell'esito pratico, l'impressione generale è che i colloqui veloci siano un'esperienza formativa, sia dal punto di vista professionale sia personale. Vuoi provare? Se sei neolaureata, informati presso il tuo ateneo: sono tante le iniziative di speed placement che nascono nelle università. Molte aziende, specie multinazionali, poi, se le organizzano per conto proprio: tieniti aggiornata visitando i siti di quelle che ti interessano di più.

I 3 errori da evitare durante una speed interview

Ecco gli sbagli da evitare durante un colloquio veloce, secondo il job coach Filippo Zizzadoro.

  1. Intercalare il discorso con troppi "allora" e "cioè". Se temi di impappinarti, allenati al telefono con un'amica.
  2. Restare in silenzio. Mai dare l'idea di non sapere più che cosa'altro dire! L'ideale è parlare finché non sei interrotta dalla prossima domanda dell'esaminatore.
  3. Avere lo sguardo sfuggente. Trasmette disagio. Viceversa, stabilire il contatto visivo, così come tenere le mani in vista e sedere un po' inclinata in avanti, sono segnali del linguaggio del corpo che ti fanno apparire rilassata, anche se non lo sei.

Leggi anche: Sei in cerca di lavoro? 9 dritte vincenti per affrontare un colloquio

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