Lavoro: come diventare una social media manager di successo

Vuoi diventare social media manager? Segui i consigli di 5 social guru che hanno fatto una carriera al top

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Vorresti diventare social media manager? Se vivi con il cellulare in mano postando & twittando e il tuo sogno è fare la "brand evangelist", sappi che oggi tutte le aziende hanno bisogno di qualcuno che gestisca i propri canali social. È infatti un lavoro molto richiesto, ma anche ambito: la concorrenza è agguerrita e fare carriera non è facile. Inoltre, prima ti butti, meglio è: secondo uno studio del 2013 di Freedata Labs, l'età media dei social media manager al top è 31 anni. Le nostre guru Anna Testa (Tim), Lavinia Fazio (Pupa), Valeria Pagani (Feltrinelli), Laura Azzolini (CellularLine) e Serena Giust (Trivago) gestiscono alcuni dei marchi più noti in Italia in diversi settori, dal beauty al turismo. Leggi le loro dritte.

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Come sono arrivata fin qui

Una "brand evangelist" si mette in gioco ogni giorno! Fatti ispirare dalle grandi sfide che hanno affrontato le nostre guru.

  • Ho partecipato a un challenge. «Mentre studiavo filosofia mi ero trovata un lavoro nel call center di Tim, che poi è diventato un part time verticale nel loro store a Linate. La mia passione per Fb e twitter mi ha spinto a partecipare a un challenge interno con un progetto di social media marketing. Ho vinto e da commessa sono stata catapultata in un ruolo di primo piano!». Anna Testa
  • Ho seguito il mio mantra: provarci sempre. «Amo cambiare, mettermi alla prova. E se oggi guido il team che gestisce la comunicazione social di Pupa è per questa mia attitudine. Ho iniziato come grafica e poi ho fatto la pierre tradizionale. Non bisogna mai fermarsi alla prima soddisfazione: ogni successo ti deve spingere a dare di più, anche a costo di fare scelte scomode. A 23 anni, ho preso l'aspettativa e per 6 mesi sono stata a Londra a imparare l'inglese: era imprescindibile». Lavinia Fazio
  • Ho lasciato i numeri per... 3 metri sopra il cielo. «Ho studiato matematica ma dopo la laurea ho capito che ero più attratta dal mondo della comunicazione. Rilanciarmi in questo settore è stata la mia grande sfida. Il punto di svolta? Seguire per Feltrinelli il blog di uno dei primi successi letterari virali, 3 metri sopra il cielo. Mi ha aiutato a declinare le competenze digital». Valeria Pagani
  • Ho fatto rete dal mio primo contest. «Avevo lavorato anche all'estero come hostess, bibliotecaria, organizzatrice di eventi, ma ero agli inizi nel digital. Così quando mi sono ritrovata a gestire un team di blogger da coinvolgere per farne gli ambassador del brand ero titubante. È andata benissimo e da allora siamo rimasti in contatto!». Laura Azzolini
  • Sono volata in Germania. «Il mio futuro pareva già scritto: H Farm, il centro di innovazione digital che ha sede a due passi da casa dei miei, mi aveva chiesto di entrare a far parte del suo staff. Proprio in quei giorni, però, mi è arrivata la proposta di assunzione di Trivago, la cui unica sede è a Düsseldorf: cercavano qualcuno per gestire i canali social per l'Italia. Ho deciso di partire. È stata una scelta difficile, ma ne è valsa la pena!». Serena Giust

Gli skills necessari

Quali doti e competenze devi possedere per fare carriera come social media manager? La parola alle nostre esperte.

  • Passione per il digital. Se sei una geek smanettona, parti avvantaggiata. «Il nostro è un lavoro in evoluzione: devi aggiornarti di continuo e avere solide basi digital, dall'ottimizzazione SEO per il posizionamento del brand su Google a una conoscenza di base degli strumenti del web design per caricare foto», spiega Serena. «Se hai una lacuna, cerca un mentore che ti insegni o un master dove imparare (trovi gli indirizzi nel box)».
  • Buona scrittura. Le Cosmoguru sono tutte d'accordo: saper scrivere bene è indispensabile. Gli ingredienti? Sintesi (allenati a esprimere un concetto forte in 140 caratteri) e capacità di mettere in rilievo i punti forti del messaggio.
  • Conoscenza delle regole. «Oggi si stanno delineando nuove leggi europee che regolamentano la Rete, specie in materia di privacy. Se vuoi fare questo mestiere ti conviene conoscerle molto bene», avverte Lavinia.
  • Mente analitica. Il flusso di "like", le reazioni degli utenti, il traffico che confluisce sul sito del brand... Oggi ci sono app e servizi tipo Google Analytics che aiutano a produrre tutti questi dati, ma occorre saperli leggere. «La gestione dei "big data" è sempre più strategica: è importante che tu abbia una certa dimestichezza in materia», dice Anna.
  • Riflessi pronti. «Non è un lavoro da ufficio: ogni giorno è un'avventura e tu devi avere l'elasticità mentale e la prontezza di creare le tue strategie work in progress, monitorando le reazioni online per cambiare direzione se necessario. Nel mondo social avviene tutto alla velocità della luce», dice Laura.
  • Sensibilità e curiosità. Ovvero, allenati ad avere antenne speciali per captare i bisogni degli utenti. «Le distanze si azzerano: il tuo ruolo è dare ascolto a tutti anche perché chiunque può risultare autorevole», dice Valeria. «E se riesci a rompere le barriere avvicinando il brand alla gente, favorisci la fidelizzazione», aggiunge Serena.

Gli errori da evitare

Quali sono i peggiori sbagli che si possono fare su Fb & Co.? Premesso che anche dall'errore più macroscopico puoi sempre imparare, ecco le quattro scivolate da cui è meglio stare alla larga, secondo le nostre esperte.

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  1. Dimenticare il brand «Che sia un servizio, un marchio beauty o tecno, ciascuna azienda ha la sua voce, che tu sei chiamata a interpretare. Anteporre i tuoi gusti e sensibilità a quella del brand che rappresenti è l'errore numero uno che puoi fare», sottolinea Lavinia. Se ti trovi in piena sintonia sei avvantaggiata, ma se non è così, prima di pubblicare un post o una foto chiediti se è in linea con il suo mondo.
  2. Non accorgerti di un refuso «È l'incubo peggiore: sui social puoi sempre cancellare, ma non correggere!», dice Valeria. E per un'acca in meno o una zeta di troppo rischi non solo di annullare il tuo messaggio, ma di creare un effetto boomerang, amplificato da commenti negativi e prese in giro che mettono a dura prova la reputazione del brand.
  3. Non rispondere a una domanda «Essere lenti nel soddisfare una richiesta, o ignorarla addirittura, offusca l'immagine del brand che è percepito come poco trasparente. Non a caso, grandi aziende come Tim monitorano i tempi di risposta», dice Anna. «La regola è rispondere sempre, anche se non si hanno le informazioni richieste. In questo caso, si potrà almeno provare a offrire un'alternativa», aggiunge Laura.
  4. Cancellare un commento negativo Sui social si fa presto ad alzare i toni, ma eliminare un post di critica innesca la polemica invece di smorzarla. «Meglio fissare delle regole da applicare poi nelle varie situazioni: così dai un'immagine di imparzialità», consiglia Anna.

I consigli top

Abbiamo chiesto alle esperte di svelarci le loro migliori mosse di sempre. Eccole.

  • Stai ancora studiando? Trovati un lavoro Ti permette di focalizzarti di più sui tuoi interessi e ottimizzare i tempi. «Ed è una scuola di vita: studiare serve, ma è il lavoro che ti aiuta davvero a realizzarti nella carriera», dice Anna.
  • Trasforma il cellulare nel tuo migliore amico Tieni il tuo lavoro sempre con te, a portata di smartphone, se vuoi avere successo. È vero, può capitarti di twittare o rispondere a un post anche mentre sei in vacanza, ma non sei costretta a stare ore in ufficio! «In Trivago non abbiamo orari da rispettare, ma obiettivi da raggiungere: ognuno si gestisce i tempi in autonomia», spiega Serena.
  • Affronta gli imprevisti in tempo reale L'universo social è liquido e veloce: i cambi di rotta sono la regola. «Ma con un po' di sangue freddo riesci a cogliere ogni opportunità. Mi è successo di recente quando Tom Hanks ha mostrato al David Letterman Show come funziona il bastone per i selfie CellularLine. Ho subito rilanciato la cosa sui social, rivoluzionando i piani!», spiega Laura.
  • Fatti aiutare dai nuovi tool «Sono gli alleati che ci semplificano la vita. Il CRM, per esempio, serve a gestire la programmazione dei post per rispondere in modo univoco agli utenti che tendono a rivolgersi a più canali social e via mail, allo stesso tempo», dice Lavinia.

Qui studi da social media manager

Come tutte le nuove carriere, fino a poco tempo fa non c'erano corsi specifici, dunque molte professioniste si sono formate sul campo, aggiornandosi strada facendo. Oggi, però, esistono anche
in Italia diversi centri di formazione per i new media. «Io, per esempio, ho frequentato un master alla Digital Accademia, nata accanto alla H Farm di Roncade (Tv), una delle più importanti realtà che promuovono l'innovazione del digital in Italia anche attraverso la creazione di startup», dice Serena Giust. Organizzano corsi di laurea e master in Social media marketing & communication molto aggiornati anchel'Università Cattolica e la Business School del Sole 24Ore a Milano e la Luiss Business School a Roma.

Foto di Roberta Krasnig. Da sinistra, Anna Testa (Tim), Lavinia Fazio (Pupa), Valeria Pagani (Feltrinelli), Laura Azzolini (CellularLine), Serena Giust (Trivago) e Elisabetta Ferrari, social media manager di Cosmopolitan.

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