Smart working: lavorare da casa piacerebbe anche a te? Scopri i vantaggi

Diverse ricerche ti spiegano perché lavorare da casa grazie allo smart working conviene a te, ma anche alla tua azienda

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Senti spesso parlare di smart working, o lavoro agile, e ti sei chiesta se varrebbe la pena anche per te? La possibilità di lavorare in casa per qualche giorno al mese, invece di andare ogni mattina in ufficio, in effetti, può risultare molto allettante. Tant'è vero che in attesa di una regolamentazione specifica (dopo che il 28 gennaio 2016 il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge ad hoc), sono sempre di più i lavoratori subordinati che lo richiedono, e le aziende che lo favoriscono. Tutti d'accordo dunque? Ni. Diverse ricerche hanno provato a monitorare questa grande rivoluzione del lavoro in progress. Ecco che cosa dicono.

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Ancora poche donne richiedono lo smart working

L'Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano monitora il fenomeno da circa quattro anni. Secondo il suo ultimo rilevamento (svolto in collaborazione con la Doxa su 1.004 intervistati) gli smart workers in Italia sono circa 250mila, con una crescita del 40% rispetto al 2013. L'identikit del tipico lavoratore smart, però, porta con sé una sorpresa: nel 69% dei casi, infatti, è uomo, contraddicendo l'idea largamente condivisa che avere più tempo flessibile a disposizione possa interessare soprattutto le donne, sulle quali pesano maggiormente le responsabilità familiari. Sebbene tra i vantaggi più apprezzati del lavoro da casa ci sia proprio un maggiore beneficio nel work-life balance, dunque, lei preferirebbe restare attaccata alla propria scrivania? Pare difficile crederlo. La realtà più probabile è che le lavoratrici a oggi incontrano più difficoltà a ottenere la "modalità agile". E che le statistiche sullo smart working riflettano anche la situazione occupazionale nel nostro Paese a svantaggio della popolazione femminile: solo il 47% delle italiane, infatti, lavora (la media Ocse è del 60%), contro il 67% degli uomini, con stipendi e percorsi di carriera inferiori. Se lo smart working ti interessa, dunque, devi mettere in conto la possibilità di dover faticare di più per ottenerlo, rispetto al tuo vicino di scrivania.

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La flessibilità è il valore più apprezzato dello smart job

Kelly Services, società internazionale di consulenza per le risorse umane, ha dedicato il suo ultimo report, il Kelly Global Workforce Index™, al Work-life design, ovvero come le aziende stanno ridisegnando gli equilibri tra lavoro e vita privata. Lo studio, che ha coinvolto 164.000 lavoratori di 28 paesi (circa 4.000 in Italia), ha anche indagato cosa pensano le donne di questi temi. Ebbene, mentre a livello globale non si registrano particolari differenze di genere, le lavoratrici italiane apprezzano più dei colleghi maschi il lavoro flessibile (il 66% contro il 61% degli uomini), elemento numero uno dell'equilibrio work-life.

Lavorare da casa non significa lavorare senza orari

Anche Houzz, portale online di arredamento e progettazione d'interni, ha sondato la propria vasta community chiedendo di esprimere un parere sullo smart working. Il risultato? La maggioranza degli intervistati (il 56%) se potesse, sceglierebbe il lavoro agile. Tra i motivi più condivisi, l'ottimizzazione dei tempi e dell'efficienza e la libertà di gestire le proprie giornate. Anche la possibilità di ridurre lo stress da traffico negli spostamenti verso l'ufficio è stata apprezzata. Viceversa, la maggiore preoccupazione per chi lavora da casa è non riuscire più a mettere dei paletti tra lavoro e vita privata, ritrovandosi magari a pranzare davanti al computer e a rispondere a mail di lavoro la domenica pomeriggio. Chi invece continua a preferire l'ufficio (il 44%) ritiene che solo le modalità tradizionali consentono un confronto con capi e colleghi tale da stimolare produttività e creatività. Le forme di smart working, però, non vanno confuse con il telelavoro: non escludono affatto la presenza in azienda. Il disegno di legge, infatti, prevede la possibilità di lavorare da casa per un minimo di 4 giorni al mese e specifica che la durata del lavoro agile debba essere coerente con il normale orario lavorativo.

Lo smartworking piace anche ai responsabili HR

Se ti sei convinta e stai pensando di chiedere al responsabile risorse umane della tua azienda di lavorare agile, sappi che dovrebbe esserne contento. Lo conferma un'indagine svolta da Ales Market Research per conto di Citrix, società di spazi di lavoro mobili. Il 44% delle aziende interpellate sostiene lo smart working, mentre il 61% possiede già un regolamento interno che lo prevede. Secondo un'infografica del sito dell'Osservatorio Smart Working, il 23% dei lavoratori italiani potrebbe già essere uno smart worker.

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