5 motivi per essere orgogliosa del tuo accento regionale

Hai un accento regionale molto marcato? Ah, come ti capisco. Non fare l'errore di vergognartene o cercare di camuffarlo: esibirlo con orgoglio ha i suoi lati positivi. Non ci credi? Eccone cinque, provati sulla mia pelle!

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Ho un accento veneto molto marcato, di cui vado fiera. Visto che non abito più da anni in Veneto, ma sono stata 10 anni in Lombardia e da 3 vivo in Piemonte, far sentire il mio accento è come un biglietto da visita che rivela le mie origini.

Mi basta scambiare poche parole con uno sconosciuto perché subito mi interrompa: «Sei di Padova?» «No, di Verona, ma con cadenza vicentina e una contaminazione ferrarese, quindi suona anche un po' emiliano...». A questo punto l'interlocutore annuisce con aria severa e cerca di cambiare argomento.

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Conosco un sacco di persone che invece non vanno fiere del proprio accento e fanno di tutto per nasconderlo. Perché volete nasconderlo? Perché? Io non lo capirò mai.

Se anche tu ti vergogni un po' del tuo accento e stai pensando di fare un corso di dizione che lo sradichi per sempre, ti do 5 buoni motivi per lasciar perdere:

1. L'accento è sexy. È così bella l'inflessione toscana, con quelle acca aspirate. Tutti gli accenti del meridione sanno di sole e mare. Il sardo è inconfondibile con le sue doppie marcate, mentre noi veneti ce le mangiamo. Il romano è così cinematografico, il lombardo con le sue vocali aperte è tanto caratteristico, il piemontese sembra un canto. Tantissimi accenti come il genovese e il siciliano hanno un che di esotico. Appiattire l'inflessione e parlare con la dizione perfetta di uno speaker radiofonico, secondo me, non ha senso.

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2. Racconta chi sei e da dove vieni. Se vivi nella tua regione di origine non hai motivo di camuffare il tuo accento, se vivi nel resto d'Italia o all'estero tanto meno. L'inflessione regionale è come il colore della pelle: fa parte di te, accettalo. Non vorrai, metaforicamente parlando, candeggiarti come Michael Jackson? A meno che tu voglia rinnegare le tue origini, conserva l'accento come un tesoro perché fa parte di te.

3. Agli altri piace. Forse sei tu ad avere il complesso dell'accento, perché credi di sembrare provinciale, campagnola, montanara, appena scesa da un trattore (nel caso, non ci vedrei niente di male, anzi ti faccio i miei complimenti perché io non lo saprei guidare) o da una gondola. Fai un sondaggio tra 10 sconosciuti, chiedi in giro: «Ti piace il mio accento?». Nove su dieci ti diranno che è adorabile.

4. Fa capire quando sei arrabbiata. È matematico: quando ci si arrabbia l'accento diventa molto più marcato. Se infili nella frase anche un'espressione dialettale tutti capiranno che devono starti alla larga. All'università i miei amici mi prendevano in giro perché quando mi innervosivo parlavo come Cristina del Grande Fratello (OMG sono passati 13 anni, sembra ieri). E io mi arrabbiavo ancora di più perché non sono bresciana ma veronese. Veronese! Quante volte devo ripeterlo?

5. È uno strumento per rimorchiare. L'accento regionale attrae come una calamita i ragazzi, che si sentiranno terribilmente attratti da te per il solo fatto che un loro antenato proviene dalle tue parti. Una volta, quando vivevo a Milano, ho conosciuto un tizio carino che mi ha detto: «Quindi sei veneta! Che coincidenza, anche la mia bisnonna era veneta!». Scoprirai ben presto che hanno tutti una bisnonna veneta, lucana, marchigiana, o di qualsiasi altra regione italiana.

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