La donna del nuovo Millennium


Martedì, 24 Gennaio 2012
Lisbeth Salander, la giovane hacker svedese nata dalla penna di Stieg Larsson, dal 3 febbraio arriva sul grande schermo. Simbolo dell'indipendenza delle donne, è stata lo spunto per parlare con la psicologa Paola Poli delle donne di oggi, intelligenti, forti e spesso impegnate su più fronti: famiglia, lavoro e passioni personali.

Una scena del film "Millennium: Uomini che odiano le donne", dal 3 febbraio al cinema

Grazie al successo della trilogia Millennium, Lisbeth Salander, la giovane hacker svedese nata dalla penna di Stieg Larsson che sarà presto sul grande schermo (dal 3 febbraio) nel riadattamento cinematografico di David Fincher, è diventata un simbolo della determinazione e indipendenza delle donne. A vestire i suoi (difficili) panni, ci sarà Rooney Mara, che è riuscita nell’arduo compito di rendere credibile un personaggio così estremo, controverso ma con un’incredibile determinazione, tanto da far “impallidire” un uomo del calibro di Daniel Craig (un ex 007!), che nel film interpreta il giornalista Mikael Blomkvist.

Lisbeth Salander non ha paura di essere quello che è, di sfidare le convenzioni sociali, di prendersi quello che merita e non farsi calpestare dagli altri e in questo ci è sembrata un po’ l’emblema della donna del nuovo "millennium", impegnata e attiva su più fronti, dalla famiglia, agli affetti, al lavoro, alle passioni personali. Sulla figura di donna che rappresenta abbiamo fatto qualche domanda alla Dott.ssa Paola Poli, psicologa e autrice di Donne che cambiano - Carriera, famiglia, qualità della vita: dati e storie vere.

Si parla ultimamente di una sorta di "ribaltamento" dei ruoli di genere, ma in cosa consiste? Si tratta della naturale realizzazione delle aspirazioni delle donne, che sono ora molto più libere di decidere per se stesse (sia nel lavoro, sia in amore e in famiglia) oppure in alcuni casi c'è una semplice imitazione del modello maschile basato spesso su aggressività e potere?
"Le donne hanno voglia di fare, di non rimanere più in disparte ad aspettare. Mi piace, lo prendo sta sostituendo vedo se mi è concesso. Il lato trasgressivo e affascinante di questo grosso cambiamento non ci deve però far perdere di vista il valore della diversità e della libertà di scelta: possiamo davvero fare tutto quello che vogliamo, per questo diventa determinante capire che cosa ci piace, le nostre attitudini, le opportunità che ci stanno attorno. Aggressività e potere sono presenti in ciascuno di noi in maniera diversa: c’è chi prova piacere nel potere e chi invece lo trova troppo impegnativo e preferisce ruoli più tranquilli; ci sono donne che ambiscono a presentare il loro progetto davanti a centinaia di persone e donne che piuttosto che parlare in pubblico si nasconderebbero sotto la scrivania. Ci sono donne che amano essere più vicine ai tradizionali modelli femminili e prediligono essere protette, accudite, stare nel mondo degli affetti piuttosto che buttarsi nell’arena del lavoro o in ogni caso misurarsi al di fuori del contesto familiare. Non dimentichiamo che in Italia poco più del 50% delle donne lavora".

Nel caso di Lisbeth Salander vediamo una donna che ha sviluppato molta forza e autocontrollo, che assume nel corso del film sempre di più un ruolo da protagonista, intelligente, particolarmente dotata e astuta, ma quanto le è costato tutto ciò e quanto ci sta costando il ribaltamento dei ruoli? In quali campi ciò è particolarmente evidente?
"Direi che le donne hanno realizzato le loro aspirazioni e la loro voglia di fare sempre di più in ambito professionale. Abbiamo sempre più professioniste e manager di valore in tutti gli ambiti: un esempio per tutti, le donne avvocato dal 10% sono oggi quasi il 50% degli avvocati in Italia. Ci sono ancora poche donne al vertice ma è prevedibile che il numero di donne che sono nel management oggi porti anche ad una crescita delle donne al vertice".

Qual è la reazione degli uomini di fronte a questi cambiamenti?
"Gli uomini sono in una situazione del tutto nuova: sul lavoro e nei percorsi di carriera si trovano ad avere un nuovo concorrente che prima non avevano, a casa non hanno più la moglie che li aspetta con la cena fumante, spesso invece di sedurre vengono sedotti... non è che stiano traendo grandi benefici dalla nuova situazione. Se le donne sono molto brave ne riconoscono le capacità, ma tendono sempre a considerare la maternità come priorità femminile. Non a caso molto di frequente uomini con posizioni importanti hanno la moglie a casa che si occupa dei figli. La nuova generazione comprende meglio il valore di realizzare le proprie aspirazioni".

Siamo partiti con l'esempio di Lisbeth Salander. Le vengono in mente altri esempi presi dalla società contemporanea o dal mondo del cinema e della letteratura?
"Mi viene in mente il primo ministro danese Helle Thorning-Schmidt quando alcuni giorni fa, nel suo discorso all'Europarlamento, ha dimostrato più forza e determinazione in Parlamento di qualsiasi maschio. Oppure mi vengono in mente attrici come Angelina Jolie, Julia Roberts: basta vederle muoversi e parlare per capire quanto siano diverse dalle icone femminili del passato. Secondo me siamo di fronte ad un nuovo modo di essere donna, fondamentalmente più libero nelle diverse espressioni del sé".

Tags

millennium, rooney mara, 3 febbraio, donna, Lisbeth Salander, film, cinema

Guarda l'archivio di Time out

Social Bookmarking

Vota

Invia ad un amica

Stampa

eZ Publish™ copyright © 1999-2012 eZ Systems AS