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Vai dal ginecologo.
Con visita, pap test, ecografia ed esami del sangue ti aiuterà a scoprire la causa: ereditaria o legata a problemi della coagulazione (come la riduzione delle piastrine), ma anche a squilibri ormonali, polipi o fibromi.
Reintegrati!
«I flussi abbondanti causano carenze di ferro fino all’anemia e conseguenti stanchezza, cali della concentrazione e perfino del desiderio», rivela Graziottin. «Alle 11 del mattino assumi una compressa o un flaconcino di ferro con una spremuta di agrumi: la vitamina C ne facilita l’assorbimento. Completa con una compressa di acido folico: il fabbisogno di questa vitamina aumenta se sei anemica.»
Riequilibra il ciclo.
«I contraccettivi ormonali come la pillola possono sostituire la produzione di ormoni naturali squilibrata con un apporto più bilanciato», afferma l’esperta. In alternativa, il medico può prescrivere farmaci a base di progestinici: una compressa dal 5° al 26° giorno del ciclo per regolare la crescita dell’endometrio, la mucosa uterina che si sfalda con la mestruazione. Se non bastano a ridurre il flusso, si possono abbinare a un antiemorragico come l’acido tranexamico e a un antinfiammatorio.
Sul sito www.mestop.com trovi gli indirizzi dei centri di ginecologia pubblici e privati che si dedicano alla cura dei flussi abbondanti.
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