
photographs by lovelypackage.com
Ti è mai capitato di comprare un barattolo di marmellata solo perché sei attirata dalla confezione? Succede la stessa cosa a oltre metà degli italiani. E il merito va tutto al food designer, una figura di supertendenza e molto richiesta dalle aziende del settore alimentare. «Il suo raggio d’azione è molto ampio: il packaging di una confezione di biscotti, la consulenza per progettare in modo innovativo una pasticceria, l’organizzazione di catering originali...», spiegano spiegano Elena Barbara Vannini e Gionatan Lassandro, ideatori di Fooda, l’associazione per il food design. «Il food designer insomma è qualcuno che lavora con il cibo, ma non sta tra i fornelli. Quindi è richiesta tanta creatività, ma non necessariamente abilità in cucina».
Ti stuzzica l’idea di fare questo mestiere? Per iniziare, comincia con una laurea in Design industriale al Politecnico di Milano o all'Università degli Studi di Firenze. Prosegui con una specializzazione: sono ottimi i corsi di alta formazione di Poli.design, per i quali ci sono varie borse di studio. Per essere sempre aggiornata, tieni d’occhio il bel sito dell’Associazione per il disegno industriale e quello di Martì Guixé, il food designer più famoso e studia i progetti raccolti nel libro "Food by Design" di Antonio Gardoni (Edizioni Booth-Clibborn, 23,50 euro).
Se vuoi entrare in contatto con le aziende, presentati con il tuo cv alle fiere più importanti del settore: il Salone del Mobile di Milano, il Macef e la Milano Food Week.
Nella foto, packaging di Issey Miyake, Smith & Milton, Danielle Davis, Tomislava Sekulić, Peter Gregson
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