Stop alla sindrome premestruale con i consigli della specialista

Soffri anche tu di sindrome premestruale? Ecco i rimedi della specialista Giulia Zinno che ti fanno svoltare

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CHE COS'E' LA SINDROME PREMESTRUALE

Si tratta di una condizione che colpisce le donne in età fertile  e in Italia ne soffre  fino al 40% della popolazione femminile. Si tratta di un insieme di sintomi fisici e psicologici che si manifestano più o meno regolarmente  nella seconda parte del ciclo mestruale (fase luteinica).

SINTOMI PREMESTRUALI

I più frequenti sono tensione mammaria e mastodinia, sensazione di gonfiore e ritenzione idrica, edema agli arti inferiori, senso di peso al basso ventre, mal di schiena, nausea, talvolta vomito, stipsi, variazioni dell'appetito, palpitazioni, vertigini, cefalea. Tra  i sintomi psicoaffettivi si osservano in prevalenza senso di stanchezza, agitazione, ansia, facile irritabilità, depressione, insonnia/ipersonnia, sbalzi d'umore, crisi di pianto, difficoltà di concentrazione e memoria. Dal punto di vista eziologico la sindrome premestruale (Pms) non riconosce una causa univoca: probabilmente la sua insorgenza è legata a una concomitanza di fattori. In primis la carenza di magnesio, responsabile di mal di testa, crampi muscolari e dolori pelvici: questa mancanza è probabilmente  dovuta ad un incremento della produzione di alcuni ormoni, tra cui  l'aldosterone, che regola il bilancio dei sali minerali nel nostro corpo. Inoltre nella fase premestruale si verifica  un innalzamento del livello di estrogeni e di prolattina responsabile della tensione mammaria e della mastodinia , della ritenzione idrica che predispone alla  stipsi e all'aumento di peso. 

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VARIAZIONI DELL'UMORE

Generalmente si verifica  anche una diminuzione di dopamina e serotonina, le endorfine che  regolano  il tono dell'umore. Il motivo è una carenza di vitamina B6, coinvolta nella sintesi di serotonina e dopamina che ha un effetto inibitorio sulla prolattina: per questo  l'alterato equilibrio nella  produzione di queste endorfine altera  anche la produzione di prolattina.

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CONSIGLI TERAPEUTICI

Esistono molte opportunità terapeutiche per tenere sotto controllo la sintomatologia. La terapia va però personalizzata .

Tra i farmaci più frequentemente utilizzati ricordiamo:

• Antinfiammatori non steroidei (Fans) generalmente da assumere prima dell'inizio del ciclo, molto efficaci  per alleviare i crampi e la tensione mammaria.

• Contraccettivi ormonali (pillola, cerotto, anello vaginale) che, bloccando l'ovulazione,  stabilizzano gli sbalzi ormonali, alleviando molti  sintomi .

Alimentazione e stile di vita 

L'esercizio fisico e la diminuzione del sale nella dieta sono utili per combattere l'aumento di peso, la ritenzione idrica e il gonfiore connessi alla sindrome premestruale. 

L'attività fisica è molto utile anche per combattere lo stress, in quanto il movimento aiuta a liberarsi dalle tossine e a scaricare le emozioni negative. Durante l'attività fisica  nel nostro organismo si liberano endorfine che aumentano il senso di benessere e di serenità.

Alcuni cibi e bevande da evitare

• il caffè

• il tè

• coca cola,

• superalcolici

• alimenti ricchi di zuccheri semplici.

Gli zuccheri semplici  possono provocare rialzi glicemici improvvisi, influenzando il rilascio dei neurotrasmettitori responsabili del tono dell'umore (serotonina, adrenalina, dopamina, noradrenalina) e del senso dell'appetito.

Andrebbero evitati  anche i grassi saturi, perché contribuiscono ad innalzare il livello degli estrogeni, e i cibi in scatola poiché contengono glutammato, un amminoacido dall'azione eccitante.

E' consigliabile  consumare pasti piccoli e frequenti prediligendo frutta e verdura fresche, che oltre a migliorare il transito intestinale, sono ricchi di vitamine e sali minerali.

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La soia, ricca di fitoestrogeni, sostanze naturali molto simili agli estrogeni è un alimento molto indicato nella  seconda metà del ciclo mestruale, poiché  può favorire  il riequilibrarsi del rapporto estrogeni-progesterone. Allo stesso modo un maggior consumo di pesce, ricco di grassi polinsaturi omega-3, inibitori delle prostaglandine, aiuta a diminuire il dolore dovuto alle contrazioni muscolari.

Integratori a base di  estratti vegetali e sali minerali

Il magnesio e il calcio, che riducono l'ipereccitabilità neuromuscolare, contribuiscono a ridurre gli spasmi della muscolatura uterina, riducono il desiderio di alimenti zuccherini ed agiscono a livello psicologico,  riducendo l'irritabilità.

La vitamina C agisce sulle pareti vascolari  e contribuisce a ridurre il gonfiore agli arti. La vitamina E (tocoferolo) oltre ad essere un potente antiossidante stimola la diuresi e riduce il senso di gonfiore al seno e agli arti.

La vitamina B6 (piridossina) allevia il dolore al seno, il mal di testa e facilita la riduzione della ritenzione idrica e degli sbalzi di umore. Questa vitamina è coinvolta nel processo di sintesi della serotonina e, oltre a bilanciare gli effetti ormonali, mantenendo nel giusto equilibrio gli estrogeni ed il progesteronea, agisce anche  sulla percezione del dolore, aumentandone la soglia.

Molto utilizzati sono anche gli integratori a base di acido γ-linoleico (acido polinsaturo omega6). E' un precursore delle prostaglandine, sostanze che svolgono un'importante azione antiinfiammatoria ed antidolorifica. Questo acido grasso è contenuto in altissime quantità nell'olio di borragine.

Rimedi fitoterapici

• Agnocasto: riduce  il gonfiore addominale, i dolori muscolari ed in genere quasi tutti i sintomi della sindrome premestruale. E' un modulatore della dopamina, un neurotrasmettitore che inibisce la sintesi di prolattina. 

• Angelica sinensis, o "ginseng femminile" ricca di flavonoidi, polisaccaridi, fibre, vitamine (gruppo B, A, C, E), sali minerali (calcio, potassio, ferro, magnesio, fosforo, sodio), cumarine, colina, carotenoidi. L'angelica è nota per le sue proprietà tonificanti, detossificanti e remineralizzanti. E' ricca di fitoestrogeni e favorisce il rilassamento della parte uterina; regolarizza la contrattilità uterina grazie all'aumento del flusso sanguigno per la  presenza di cumarine, che stimolano la circolazione sanguigna

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• Acido linoleico e vitamina E agevolano la diminuzione del gonfiore e della tensione mammaria e sono importanti per contrastare la comparsa di foruncoli tipici della sindrome premestruale.

• Verbena officinalis ha un'azione spasmolitica e nello stesso tempo analgesica; mostra inoltre proprietà diuretiche utili per abbassare la ritenzione idrica e agisce anche sul tono dell'umore mostrando una blanda azione antidepressiva ad ansiolitica.

• Rhodiola rosea: i principi attivi che si ricavano dalla radice, in particolare rosavina e salidrozide, provocano un aumento della secrezione di serotonina, uno dei neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell'umore. Si ha quindi un'attenuazione degli stati di ansia e di stress; inoltre contribuisce al controllo del peso corporeo perché stimola la mobilizzazione degli acidi grassi del tessuto adiposo, rendendoli disponibili alle cellule per essere bruciati durante metabolismo basale.

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• Griffonia simplicifolia ha un effetto analogo a quello della rhodiola perché ricca di 5-idrossi-triptofano (HTP), una sostanza in grado di inibire l'azione di controllo della serotonina da parte degli enzimi deputati alla sua inattivazione. Migliora lo stato d'ansia e favorisce il sonno.

• Passiflora incarnata, ricca di flavonoidi ed alcaloidi, esercita un'azione benefica sui disturbi del sonno. Elimina anche l'ansia, il nervosismo e favorisce il sonno. 

Durante la seconda fase del ciclo mestruale inoltre è sempre utile aiutare l'organismo a purificarsi stimolando le funzione emuntoriali. Prodotti fitoterapici a base di pilosella, orthosiphon, betulla alba e taraxacum officinale danno ottimi risultati in tal senso.

E' importante ricordare che la fase premestruale si manifesta con sintomi variabili da donna a donna ed il trattamento va sicuramente personalizzato utilizzando anche diversi prodotti  in associazione.

Una consulenza con lo specialista è, tuttavia, sempre consigliabile non solo per individuare i prodotti più efficaci da utilizzare, ma soprattutto per escludere la presenza di  eventuali patologie ginecologiche che possono manifestarsi con gli stessi sintomi della sindrome premestruale

Giulia Zinno, Consigliere Nazionale Associazione Ginecologi Consultoriali 

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