Tutto sulla cistite: sintomi e rimedi

Tutto quello che devi sapere sulla cistite per guarire e non ricaderci più

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La storia di cistite di Anna

«La cistite per me è stato un problema molto grave. All'inizio mi sembrava una sciocchezza ma poi mi ritrovavo a letto con la febbre a 40 °C. Negli ultimi tre giorni ero riuscita a mandare giù solo pochi sorsi di succo di frutta, ma li avevo immediatamente rigettati.

Tutto è iniziato con lo stimolo frequente a fare pipì: correvo in bagno ogni dieci minuti e ogni volta era una tortura. Ho pensato subito a un'infezione del tratto urinario: la famigerata cistite. Non avevo mai avuto disturbi di quel tipo prima di allora, ma diverse mie amiche ne soffrivano e ne parlavano come qualcosa di molto fastidioso.

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Confermo: un dolore atroce! Ma il giorno dopo le corse in bagno erano finite. Tutto era tornato regolare… a parte la febbre. Credevo di essermi presa una bella influenza che non passava più. Una settimana dopo stavo ancora malissimo, febbre alta, allucinazioni. Il medico mi ha diagnosticato la cistite e questa notizia mi ha lasciato molto sorpresa: i sintomi erano scomparsi da giorni.

Sono tornata barcollante a casa con la ricetta dell'antibiotico che mi aveva prescritto e mi sono infilata a letto. Decisi di fare una ricerca sul web: ho scoperto che la cistite è un disturbo molto diffuso, circa il 25% delle donne tra i 20 e 40 anni ne soffre almeno una volta nella vita.

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Le forme lievi possono guarire spontaneamente, anche grazie a una dieta mirata, e nella maggior parte dei casi non insorgono complicazioni. Ma è importante essere consapevoli dei possibili rischi. Nel mio caso, avevo sviluppato un'infezione grave che non guarisce quando scompaiono i sintomi.

Dopo tre giorni di febbre, vomito e un dolor ecostante a reni e fianchi è passato tutto. Per fortuna avevo preso gli antibiotici! Non ho riportato danni permanenti. E quando in seguito ho avuto un altro attacco di cistite, sono andata di corsa dal medico».

Attenta al fai da te

«In ospedale vediamo cinque o sei casi di infezioni urinarie alla settimana, e mediamente due di queste sono gravi», dice Jeremy Crew, ginecologo. «Ecco perché è importante tornare dal medico se un normale ciclo di antibiotici non elimina completamente i sintomi».

Grazie alla troppa facilità dei medici a prescrivere antibiotici e alla tendenza dei pazienti a non portare a termine la terapia, alcune infezioni urinarie hanno sviluppato una resistenza ai farmaci che può aumentare il rischio di cistiti ricorrenti (anche più di 3 all'anno).

E le recidive, se curate male o sottovalutate, possono scatenare complicazioni serie. Perciò se i tuoi sintomi persistono, è meglio rivolgersi subito al medico invece di mandare giù litri di acqua e succo di mirtillo rosso. Il fai da te può funzionare nelle forme lievi o come prevenzione, ma può diventare rischioso in caso di ricadute.

DA COSA PUÒ ESSERE SCATENATA?

IL SESSO Può favorire l'ingresso di batteri all'interno dell'uretra. Fai sempre pipì dopo avere fatto l'amore.

SE BEVI POCA ACQUA Questo crea un ambiente favorevole alla colonizzazione batterica. Tieniti bene idratata.

UNA CATTIVA IGIENE Lava le parti intime con movimenti da davanti a dietro (e mai viceversa) per evitare la diffusione di germi.

SE L'INTESTINO È IN DISORDINE Diarrea e stitichezza alterano la flora batterica e favoriscono l'ingresso di batteri nocivi. Assumi ciclicamente fermenti lattici.

SE IL PAVIMENTO PELVICO È MOLTO CONTRATTO Quando la zona muscolare intorno all'ano e alla vagina è sempre tesa e rigida, diventa anche più sensibile agli stimoli fisici e meccanici come lo stress, il freddo e i rapporti sessuali.

CISTITE: LA RICONOSCI COSÌ

1. Urine torbide o dall'odore forte.

2. Bisogno di fare spesso pipì (anche se ne esce una minima quantità).

3. Quando finisci di fare pipì vedi qualche goccia di sangue.

4. Hai dolori e pesantezza al basso ventre.

5. Hai nausea e febbre. Se i sintomi peggiorano improvvisamente peggiorano o persistono per più di 5 giorni, rivolgiti al tuo medico o recati subito al pronto soccorso.

(con la consulenza della ginecologa Giulia Zinno, Consigliere Nazionale Associazione Ginecologi Consultoriali)

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