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A scuola di profumo


Giovedì, 25 Novembre 2010

di RACHELE DE CATA

Un corso, tutto per addetti al settore, per scoprire come nascono le fragranze e come i profumi si insinuano nella memoria collettiva. Perché servono vent'anni per stabilire un ricordo olfattivo, ma solo venti secondi per scegliere l'acquisto del momento

L'occasione fa l'uomo ladro. O la donna naso, come quello che caratterizza i grandi (e pochissimi) creatori di profumi. Basta avere a disposizione un olfattorium, le 400 materie prime e le più di 2500 sintesi chimiche create in laboratorio. Il resto, è gioco di equilibri e di tentativi, stile piccolo chimico.
Scuola di profumo, ovvero un percorso formativo per addetti al settore (organizzato nella sede milanese L'Orèal) nel quale scoprire, ad esempio, le esatte concentrazioni di oli essenziali che differenziano i profumi: si va dal 2 al 5% per l'eau de cologne, dall'8 al 12% per l'eau de toilette, dal 12 al 20% per l'eau de parfum e dal 20 al 40% per l'estratto, il massimo dell'intensità. A ciò, basta aggiungere alcol e acqua distillata.

Note di testa, cuore e fondo: spesso le diciture tradiscono la complessità di un lavoro attento, che affonda le sue radici nella storia. Le note di testa, sono le prime, quelle che arrivano subito (e che determinano l'acquisto nei primi secondi). Lavoro di marketing: è infatti fondamentale che richiamino alla memoria olfattiva i ricordi. Sì, perché nei primi venti anni di vita riusciamo a immagazzinare ben 25 mila odori, che cambiano con l'evoluzione sociale, ma che caratterizzano intere generazioni (il talco vi ricorda qualcosa?). Succede così che il successo di un profumo sia storia di decenni. Un esempio? Il machile Acqua di Giò, di Giorgio Armani: lanciato nel 1995, è lentamente entrato nel costume, tanto da essere un classico. Rivisitato continuamente, come l'onnipresente Chanel n°5, ritatato quotidianmente in base alle normative che bandiscono ora un componente ora un altro (per esigenze allergeniche o simili).

Storia del costume che si intreccia con la storia dei profumi: FlowerBomb la fragranza gourmand di Viktor & Rolf (lanciato nel 2005), spopola nel mercato americano, grazie al forte richiamo all'Apple Pie, la torta per eccellenza, molto amata negli States.

E in Italia? Il 70-80% delle vendite di fragranze femminili riguarda quelle fiorite (categoria che raggruppa fiori e frutti). Ma le famiglie olfattive sono diverse: esperidata (agrumi), fiorita, chypre (con bergamotto, muschio, patchouli, rosa e gelsomino), legnosa, orientale (legno, sandalo, cedro, vetiver, patchouli, peppe, cannella, vaniglia), orientale ambrata (resine e vaniglia).

Per gli uomini, invece, le famiglie olfattive principali sono: esperidata, fougère (muschio, vetiver e curumina), chypre, legnosa e orientale ambrata (l'ambrato richiama l'odore del wisky, l'orientale ha una connotazione più "polverosa").

Un viaggio fantastico, e una possibilità di lavoro concreta, per chi ha la sensibilità giusta. I grandi nasi, infatti, riescono a immaginare l'essenza prima che esista. Perché, dalle parole di Donatella Ferrari, Training Manager Polo Profumi, L’Oréal Prodotti di Lusso (nella foto sopra), "nasi si nasce, ma l'esercizio costante è fondamentale. I grandi creatori di profumi passano molte ore al giorno nell'olfattorium, annusando le materie prime". Una chicca: per passare da un'essenza all'altra, è utile annusare dei chicchi di caffè, anche se, nei laboratori di Parigi, è stato creato il non odore: un ambiente chimicamente asettico, dove esercitare l'arte creativa con la massima libertà.

E tu? Di che profumo sei? Qual è la prima fragranza associata alla tua memoria olfattiva? Parlane nel forum

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